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Lloyd’s verso il 2026: segnali di pressione per il crollo dei tassi property

I Lloyd’s of London osservano con crescente attenzione l’evoluzione del mercato mentre il 2025 si avvicina alla conclusione, mettendo in evidenza alcuni punti di pressione che rischiano di condizionare la pianificazione del 2026. Il nodo più evidente riguarda l’adeguatezza dei prezzi nel ramo casualty, giudicati insufficienti rispetto agli standard di redditività richiesti. A questo si aggiungono le ambizioni di crescita del cyber, che secondo la corporation potrebbero procedere a una velocità superiore alla capacità effettiva del mercato di assorbire il rischio, mentre nel property il rapido calo dei tassi inizia a destare preoccupazione.

Nella sua analisi trimestrale, Lloyd’s segnala che il soft market appare ormai consolidato, con margini di sottoscrizione sempre più sottili e con la necessità, per gli operatori, di verificare se l’attuale livello dei prezzi sia ancora sufficiente a sostenere profittabilità e ritorni di lungo periodo.

Secondo uno studio di Oxbow Partners, i tassi property avrebbero registrato un -9% sia nel primo che nel secondo trimestre del 2025, un andamento che, se confermato, potrebbe ridurre in modo significativo la capacità del mercato di mantenere performance tecniche solide. Proprio mentre emergono questi segnali di fragilità, Lloyd’s richiama l’attenzione sulle trasformazioni strutturali nei canali di distribuzione e nelle modalità di collocamento.

La crescita delle soluzioni strutturate e l’espansione dei facility-led placement potrebbero infatti mettere sotto pressione i modelli follow-market, modificando il modo in cui i capacity provider partecipano ai portafogli dei sindacati. Le previsioni per il 2026 indicano circa 78 miliardi di euro di premi lordi contabilizzati e un combined ratio del 91,2%, valori in aumento rispetto alle stime del 2025. Si prevede che oltre il 60% della crescita prevista derivi da nuovi operatori e da soluzioni strutturate che aggiungono valore reale al mercato, mentre la crescita sulle attività già esistenti dovrebbe rimanere più contenuta, intorno al 2,3%.

L’analisi segnala inoltre un’ulteriore riduzione del tasso di cambio risk-adjusted previsto per il 2025, un segnale che rafforza la necessità di mantenere disciplina tecnica in un contesto in cui la spinta rialzista sui prezzi si sta esaurendo. Guardando al 2026, i Lloyd’s indicano alcune priorità di vigilanza: maggiore prevedibilità, attenzione alla sostenibilità dei risultati, continuità nei processi di oversight e collaborazione con la Prudential Regulation Authority. Un’impostazione che riflette le considerazioni dell’International Underwriting Association, secondo cui il mercato londinese si prepara a un “anno di scenari di rischio in rapida evoluzione e di crescente pressione regolamentare”, anche a causa di esposizioni legate all’AI e dinamiche legali in rapido movimento. Nelle sue conclusioni, i Lloyd’s ribadiscono quattro punti principali: il capitale del mercato è solido, la crescita prevista per il 2026 sarà prudente, garantire una redditività duratura richiederà un coinvolgimento più attivo delle funzioni sinistri, e la supervisione orientata ai risultati è ormai uno standard atteso da tutti gli operatori.

Leggi anche: https://www.intermediachannel.it/2025/08/01/via-libera-dai-lloyds-avatar-mga-gestira-rischi-property-negli-usa/

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