La compagnia ottiene le 3 stelle del FIA Road Safety Index, prima in Italia: un riconoscimento che premia anni di impegno concreto e una visione sociale della mobilità

Parlare di sicurezza stradale, talvolta, sembra solo un esercizio di stile fatto di cifre, statistiche e dichiarazioni. Però, quando giunge una notizia come quella di Sara Assicurazioni e Sara Vita che prendono il massimo punteggio nell’Indice di Sicurezza Stradale della FIA, la narrazione cambia tono, perché dietro c’è un lavoro che tocca la vita delle persone, dentro e fuori l’azienda.
Non è un caso che Sara sia la prima compagnia assicurativa in Italia, e solo la seconda in Europa, ad avere questo riconoscimento internazionale: è la prova di un percorso ben fatto, controllato, esaminato da un audit che ha valutato procedure, politiche, modi di guidare e persino i veicoli usati dai dipendenti. In pratica, non si tratta di complimenti di facciata, ma di un quadro veritiero di come un’entità possa mettere la sicurezza al centro, oltre la semplice etichetta.
L’Indice FIA non si limita a valutare come si guida, ma analizza l’intero ecosistema della mobilità aziendale, spingendo le organizzazioni a misurare la propria Impronta di Sicurezza. È proprio su questo terreno che Sara si distingue: parte dal benessere interno dei dipendenti e poi estende il proprio impegno all’esterno con servizi, iniziative e progetti come “Sara Safe Factor”, investendo ogni anno l’1% dell’utile netto in programmi dedicati alla sicurezza stradale.
Il riconoscimento è stato celebrato al Centro di Guida Sicura ACI-SARA di Vallelunga, cornice significativa se si pensa che, ogni anno, nel mondo muoiono 1,19 milioni di persone e in Italia, nel solo 2024, si sono registrati oltre 170.000 incidenti. Numeri che ricordano quanto la prevenzione sia ancora essenziale. Le parole del Direttore Generale Alberto Tosti – “La sicurezza stradale è da sempre nel DNA di Sara e questo riconoscimento ci rende particolarmente orgogliosi perché premia un impegno che è parte integrante della nostra cultura e del nostro modo di fare impresa” – e quelle di Luca Pascotto , Head of Road Safety & Global Advocacy FIA, che invita il settore privato a non delegare tutto alle istituzioni, sottolineano una visione condivisa: la mobilità sicura è un impegno collettivo. E quando un’azienda decide di passare dalle promesse ai fatti, come ha fatto Sara, il risultato va ben oltre un semplice punteggio.
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