La cattura di Maduro spinge le compagnie a rivedere coperture e strategie mentre il rischio politico torna protagonista

La cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi nei primi giorni di gennaio 2026 ha riportato il Venezuela sotto i riflettori di assicuratori, investitori e risk manager. Come ha spiegato a Insurance Business Srdjan Todorovic – global head of political violence and hostile environment solutions di Allianz Commercial – “come underwriter, per noi la vera preoccupazione è l’aumento della violenza politica. Clienti, broker ed esperti del settore sono tutti d’accordo: il rischio sta nuovamente crescendo”. L’operazione del 3 gennaio è stata definita “chirurgica” e giustificata come un’operazione di contrasto al narcotraffico, ma ha immediatamente acceso discussioni sul modo in cui gli eventi geopolitici influenzano i rischi e i mercati globali.
Gli effetti si sono visti sul mercato energetico: i titoli petroliferi sono saliti in attesa di cambiamenti nella produzione e del coinvolgimento USA nello sfruttamento delle immense riserve venezuelane. Todorovic sottolinea però che per la maggior parte delle aziende internazionali già presenti in Venezuela l’impatto diretto resta limitato, considerando sanzioni, espropri e nazionalizzazioni passate.
Il vero effetto, spiega, è il segnale politico verso l’intera regione: Paesi come Panama e Colombia vengono ora osservati con maggiore attenzione dagli assicuratori, per capire come riallineamenti geopolitici o futuri interventi statunitensi possano influenzarli. “In Sud America, prevedo un certo grado di ‘americanizzazione’ delle politiche nel breve-medio termine,” aggiunge Todorovic.
Le conseguenze, però, non si fermano all’America Latina. Se la deterrenza internazionale si indebolisse, altri scacchieri globali potrebbero vedere escalation, dall’Europa orientale ai Paesi baltici. “Sembra lo scacchiere più grande che si possa immaginare, con più partite che si giocano contemporaneamente”, dice Todorovic, spiegando quanto la geopolitica globale influisca sulle strategie assicurative. A ciò si aggiunge la disinformazione, soprattutto dopo l’avvento dell’intelligenza artificiale, che nelle zone di conflitto può contribuire a creare ulteriori tensioni, confondere l’opinione pubblica e complicare la gestione delle polizze. “La disinformazione esisteva prima dell’AI. L’AI la accelera e la fa sembrare più reale, ma alla fine sono le persone a guidare le narrazioni false”, osserva Todorovic. L’interventismo USA mette quindi in allerta l’intero settore assicurativo, ricordando come ogni mossa geopolitica possa avere effetti immediati su mercati, strategie e coperture in tutto il mondo.
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