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Europa e resilienza climatica: FERMA chiede un framework coordinato e sostenuto dai mercati finanziari

FERMA, la federazione europea dei risk manager, ha presentato le proprie osservazioni alla consultazione della Commissione Europea sul futuro European Climate Resilience Framework, atteso nel quarto trimestre del 2026, sottolineando come sia urgente un approccio coordinato e lungimirante per rafforzare la resilienza climatica nell’UE. La federazione accoglie con favore l’ambizione della Commissione, ma avverte che la gestione dei rischi climatici non può essere lasciata alle sole aziende: servono azioni integrate a livello europeo, nazionale e locale. In un contesto in cui gli eventi climatici estremi diventano sempre più frequenti, dalla siccità alle alluvioni, fino agli incendi e alle tempeste violente, il rischio sistemico cresce e richiede strumenti di protezione collettiva e preventivi.

«Le catastrofi naturali sono rischi sistemici che nessun attore può sostenere da solo. Con l’aumento della frequenza e della gravità degli eventi climatici, le partnership pubblico-private non sono più opzionali. Governi, assicuratori, mercati dei capitali e imprese devono collaborare per condividere dati, allineare incentivi e premiare gli investimenti in resilienza prima che avvengano i disastri», spiega Laurent Nihoul, CEO di FERMA, evidenziando l’importanza di strumenti innovativi per stabilizzare la capacità assicurativa e colmare le lacune nella protezione. Secondo Nihoul, senza un approccio coordinato le perdite potrebbero diventare insostenibili, con effetti diretti sull’economia, sulla stabilità finanziaria e sulla fiducia dei cittadini nei mercati e nelle istituzioni.

Tra le raccomandazioni chiave della federazione spiccano l’accesso a dati climatici affidabili e localizzati, con la creazione di piattaforme UE intuitive che traducano scenari continentali in proiezioni locali, fondamentali per aziende, PMI, assicuratori e autorità pubbliche. La resilienza deve diventare un principio di progettazione: screening dei rischi, stress test e requisiti di resistenza per infrastrutture critiche come energia, acqua, trasporti, sistemi digitali e sanità devono essere integrati nei processi decisionali pubblici e nei progetti finanziati dall’UE. Questo approccio non solo tutela le comunità più vulnerabili, ma crea anche opportunità di innovazione e sviluppo tecnologico per imprese e startup attive nel settore della sostenibilità e della protezione del territorio.

FERMA richiama inoltre l’attenzione sul gap assicurativo, oggi limitato al 25% delle perdite climatiche in Europa, suggerendo la creazione di un meccanismo pubblico-privato di riassicurazione a livello europeo che possa stabilizzare la capacità di mercato e fungere da rete di sicurezza, garantendo liquidità immediata in caso di eventi estremi. La federazione sottolinea che la prevenzione e gli investimenti in resilienza devono rimanere la prima linea di protezione, con l’assicurazione come complemento strategico e non come sostituto.

La federazione propone anche strumenti finanziari innovativi, come catastrophe bond, partenariati pubblico-privati e blended finance, per attrarre risorse verso la prevenzione e promuovere investimenti resilienti. Secondo FERMA, l’adozione di tecnologie avanzate – digital twins, infrastrutture resilienti, modelli predittivi – e soluzioni innovative di trasferimento del rischio può trasformare le aziende europee in leader globali nella resilienza climatica, a patto di contare su regolazioni stabili, segnali politici chiari e finanziamenti su larga scala. In questo senso, la federazione incoraggia la creazione di standard condivisi per la raccolta dati, la misurazione del rischio e la rendicontazione degli investimenti in resilienza, così da facilitare la comparabilità tra settori, Paesi e operatori economici.

«La resilienza climatica deve essere un pilastro centrale della stabilità economica e sociale dell’Europa. Un framework armonizzato, governance forte, dati accessibili e condivisione efficace dei rischi pubblico-privati sono essenziali per preparare l’Europa al clima di domani», conclude Nihoul, sottolineando la necessità di un’azione concertata tra tutti gli stakeholder. La federazione evidenzia infine che solo combinando strumenti finanziari, tecnologie predittive e politiche pubbliche lungimiranti sarà possibile ridurre l’esposizione europea ai rischi climatici, incentivare la cultura della prevenzione e rafforzare la capacità di reazione immediata di fronte a eventi catastrofici, con benefici tangibili sia per cittadini sia per le imprese.

Foto in copertina: Laurent Nihoul, CEO di FERMA

Leggi anche: https://www.intermediachannel.it/2026/01/29/ferma-chiede-allue-di-escludere-le-assicurazioni-dalle-direttive-sugli-appalti-pubblici/

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