Robotaxi e robosharing riducono feriti del 90% e 900.000 auto nelle città, trasformando abitudini e mobilità urbana

La guida autonoma benefici Italia emerge come fattore decisivo per una rivoluzione economica e sociale, con stime che proiettano fino a 6,1 miliardi di euro di vantaggi complessivi entro il 2050. Presentati al Senato della Repubblica durante il convegno “AI: innovazione al servizio della sicurezza e mobilità accessibile”, i dati dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano delineano un panorama in cui robotaxi e robosharing non solo sostituiscono flotte tradizionali, ma incidono su sicurezza e urbanistica.
Riduzione fino al 90% dei feriti nei servizi di mobilità professionale e 900.000 auto in meno circolanti nelle città rappresentano proiezioni realistiche, radicate in un mutamento profondo delle abitudini: famiglie che rinunciano alla seconda vettura, abbracciando la mobility-as-a-service. Una survey condotta con Ipsos Doxa rivela che il 54% degli italiani aspira a usare veicoli autonomi per percorsi ripetitivi, dal casa-lavoro ai tragitti urbani trafficati.
L’evento, promosso dal senatore Antonio Salvatore Trevisi con interventi dell’onorevole Enzo Amich della Commissione Trasporti della Camera e del presidente di Best Mobility Federico Antonio Di Paola, ha posto l’accento su questa transizione. “Il settore della mobilità sta attraversando una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da sfide complesse ma anche da grandi opportunità”, ha affermato Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility. “In questo contesto, la guida autonoma rappresenta una delle evoluzioni più significative per il futuro della mobilità, con un impatto diretto sulla sicurezza stradale. Riducendo o eliminando il fattore umano, i sistemi autonomi possono contribuire in modo decisivo a diminuire il numero di feriti per chilometro, le emissioni inquinanti e i costi sociali. In questo scenario, la guida autonoma si configura come una leva strategica per costruire una mobilità più intelligente, sostenibile e orientata alla prevenzione”.
Gli impatti diretti si concentrano sulla flotta professionale: taxi e car sharing evolvono in robotaxi più efficienti, con un calo del 70% nei feriti per chilometro rispetto ai veicoli guidati da umani e una flotta ridotta a un terzo per soddisfare la domanda. Tali dinamiche cumulano, tra 2028 e 2050, 168 milioni di euro di risparmi e 3.000 feriti evitati.
Più ampio si delinea l’effetto indiretto, dove tariffe competitive – soglia di convenienza a 1,5 euro al chilometro – spingono le famiglie a liberarsi della seconda auto in un parco di 18 milioni di veicoli urbani. Ne derivano 41.000 tonnellate di emissioni evitate e 5,9 miliardi di costi sociali risparmiati, il 97% del totale. In Europa, il ritardo è normativo più che tecnico: oltre 450.000 corse settimanali autonome negli Usa, 250.000 in Cina, contro 35 progetti pilota Ue senza servizi commerciali diffusi.
Regno Unito e Svizzera avanzano con regolamenti agili, mentre la Commissione Europea ha varato l’Industrial Action Plan per l’Automotive, con l’European Connected and Autonomous Vehicle Alliance (ECAVA) dal settembre 2025. Dal 2026 partiranno test transfrontalieri, regulatory sandboxes e l’Autonomous Drive Ambition Cities per joint venture urbane. La guida autonoma si integra così nel tessuto quotidiano, modellando una mobilità condivisa che evolve con gradualità e concretezza.




