Dal Market Message Q2 2026 dei Lloyd’s of London emerge una fase di soft market con margini sotto stress e coperture sempre più difficili da definire

L’analisi sul rischio cyber assicurazioni AI e sull’evoluzione del mercato assicurativo globale trova un punto di sintesi nel Market Message Q2 2026 pubblicato dai Lloyd’s, che segnala come l’AI stia amplificando la complessità dei vettori di rischio e l’incertezza nella definizione delle coperture, in un contesto in cui la crescita delle minacce digitali si intreccia con una progressiva erosione dei margini tecnici e con un indebolimento delle condizioni di mercato.
Secondo le indicazioni della Chief of Performance & Strategy Rachel Turk, il rischio cyber viene oggi classificato con una valutazione di adeguatezza “Marginal”, segnale di una pressione significativa sulle tariffe e su un equilibrio attuariale sempre più difficile da mantenere, mentre la traiettoria del segmento viene descritta come “Rapid Weakening”, effetto diretto di un soft market caratterizzato da riduzione dei tassi e crescente competizione tra operatori.
La questione centrale non riguarderebbe soltanto la frequenza o la severità degli eventi informatici, ma la capacità stessa del mercato di definire con precisione il perimetro delle coperture. Permane infatti una zona grigia contrattuale in cui non è sempre chiaro se le polizze cyber includano o escludano esplicitamente le esposizioni di responsabilità civile, generando potenziali effetti a catena nella gestione dei sinistri e nella prevedibilità dei risultati tecnici.
Come sottolineato nel “Market Message”, “la chiarezza è l’unico strumento sotto il controllo del mercato”, ma tale obiettivo si scontra con pratiche di sottoscrizione non sempre uniformi e con wording che restano eterogenei tra i diversi operatori, mentre l’evoluzione delle minacce, accelerata dall’uso dell’intelligenza artificiale sia in fase offensiva sia nella sofisticazione degli attacchi, rende più complessa la modellizzazione dei rischi emergenti e riduce la possibilità di ancorarsi a serie storiche affidabili.
Rachel Turk ha inoltre evidenziato che, anche prescindendo dal ruolo dell’AI come fattore di rischio, la pressione sull’adeguatezza tariffaria rimane elevata in un mercato privo di dati consolidati sulle catastrofi cyber, dove le ipotesi su severità e aggregazione restano ampiamente interpretative e richiedono un approccio prudenziale.
“L’incertezza su severità e aggregazione rafforza la necessità di conservatorismo man mano che il mercato matura, per questo la cautela è consigliabile”. Si tratta di una posizione che riflette la difficoltà di costruire modelli stabili in un contesto in continua trasformazione.
Parallelamente, la revisione degli strumenti interni di valutazione del rischio conferma la volontà di aggiornare le strutture tecniche per adattarle a un panorama minaccioso in rapida evoluzione, ma resta aperta la questione della standardizzazione delle definizioni contrattuali, elemento che incide direttamente sulla governance del rischio e sulla trasparenza delle coperture.
In questa fase, la debolezza del ciclo assicurativo non si manifesta solo nei prezzi, ma soprattutto nella crescente incertezza interpretativa che coinvolge underwriter e riassicuratori, rendendo più complessa la costruzione di portafogli coerenti e aumentando la necessità di disciplina assuntiva lungo tutta la catena del valore assicurativo.
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