L’agenzia di rating prevede una crescita moderata dei premi lordi per il 2026, con il ramo non-auto in accelerazione rispetto al settore auto

Il mercato delle assicurazioni danni in Italia è considerato solido dai principali osservatori internazionali. In particolare, AM Best ha infatti confermato l’outlook stabile sul segmento nel proprio Best’s Market Segment Report dedicato al comparto italiano. Secondo l’agenzia, la crescita dei premi lordi continuerà anche nel 2026, ma con un ritmo più lento rispetto agli anni precedenti.
Il rapporto affronta anche il tema del maggiore carico fiscale introdotto dalla Legge di bilancio 2026.
Secondo AM Best, l’impatto sui margini degli assicuratori non sarà significativo: i costi aggiuntivi, con ogni probabilità, verranno trasferiti sugli assicurati sotto forma di adeguamenti tariffari, senza quindi incidere in modo sostanziale sulla redditività delle compagnie operanti nel ramo danni.
Sul piano strutturale, il ramo auto continua a rappresentare la voce dominante dell’intero comparto danni. Come osserva Andrea Porta, analista finanziario senior e coautore del report, «il settore automobilistico continua a dominare il segmento non-vita in Italia, coprendo circa il 40% del totale dei premi lordi».
Al tempo stesso, il 2025 ha segnato un’inversione di tendenza rilevante: la crescita dei premi nei rami non-auto ha superato quella del comparto Rc Auto e affini, e AM Best si attende che questa dinamica si consolidi anche nel prossimo anno.
La domanda di copertura in segmenti come la protezione dei beni, la responsabilità civile generale e le polizze per le imprese appare sostenuta, alimentata tanto da fattori congiunturali quanto da una progressiva consapevolezza dei rischi da parte delle famiglie e degli operatori economici.
Il giudizio di AM Best riflette una fase di relativa stabilità del mercato italiano, che negli ultimi anni ha beneficiato di una revisione dei prezzi nel ramo auto e di una crescente diversificazione del portafoglio premi verso le linee danni non-auto. La combinazione tra una sinistralità sotto controllo e una domanda in espansione nei comparti emergenti ha contribuito a mantenere il profilo di rischio complessivo del segmento entro limiti accettabili per gli investitori e per le stesse compagnie.
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