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SCOR chiude la disputa con Covéa

Il tribunale arbitrale ha disposto che SCOR indennizzi Covéa per un importo di 488,3 milioni di dollari, ponendo fine a una procedura avviata nel 2022 e a quasi cinque anni di conflitto aperto tra i due grandi gruppi assicurativi francesi. La sentenza, resa nota giovedì sera con un comunicato del primo riassicuratore francese, chiude di fatto uno dei capitoli più turbolenti della recente storia del mercato assicurativo transalpino. Come riferisce Les Echos, la decisione si configura sostanzialmente come un abbandono di credito da parte di SCOR e avrà un effetto di circa 50 milioni di euro sul risultato netto del secondo trimestre.

Il riassicuratore ha precisato di avere già accantonato a riserva gran parte della somma e ha dichiarato di «prendere atto» della sentenza arbitrale, sottolineando che essa «sarà senza incidenza sul suo indice di solvibilità o sulla sua liquidità». Un elemento rilevante riguarda la validità dei trattati di riassicurazione derivati dagli accordi di pace siglati con Covéa – proprio quelli all’origine della controversia – che il tribunale ha riconosciuto come validi: la loro esecuzione, spiega SCOR, «proseguirà conformemente alle loro modalità».

La reazione del mercato è stata tiepidamente positiva: il titolo del riassicuratore segnava un rialzo dello 0,4% alla Borsa di Parigi nella mattinata di venerdì. Gli analisti di Citi, in una nota, hanno commentato che, «pur aspettandosi un esito più binario, che avrebbe potuto eventualmente portare a una liberazione di riserve, la conclusione sembra comunque positiva». I medesimi analisti hanno aggiunto che «la rimozione di questa spada di Damocle apre ora la via a una crescita duratura del dividendo e a un nuovo interessante piano triennale più avanti nell’anno».

Covéa ha sottolineato a sua volta che «SCOR ha mancato ai propri obblighi precontrattuali e contrattuali di informazione», e ha osservato che, «allocando un indennizzo a Covéa, il tribunale riconosce un inadempimento di SCOR ai propri doveri verso la sua controparte». Il gruppo mutualista – che riunisce i marchi MAAF, MMA, GMF e PartnerRe – ha ugualmente dichiarato di «prendere atto» della decisione.

La radice del conflitto risale al 2018, quando Covéa aveva tentato di acquisire SCOR, incontrando la ferma opposizione del riassicuratore. Lo scontro era stato reso più aspro dal conflitto personale tra i rispettivi vertici dell’epoca, Denis Kessler per SCOR e Thierry Datez per Covéa. Il successivo accordo di pace, concluso a metà 2021 sotto l’egida dell’Autorité de contrôle prudentiel et de résolution (ACPR), prevedeva la cessione a Covéa di una parte dell’attività irlandese di SCOR, a fronte dell’impegno del mutualista a sottoscrivere trattati di riassicurazione. L’operazione si era però rivelata meno vantaggiosa del previsto per Covéa, che aveva contestato in particolare un trattato di retrocessione su un portafoglio di riassicurazione vita negli Stati Uniti, arrivando a rifiutarsi di liquidare la propria quota dei sinistri.

Nel luglio 2025, Covéa aveva chiesto la sospensione della procedura arbitrale in attesa dell’esito di un nuovo arbitrato da essa avviato per contestare l’intero protocollo del 2021. SCOR si era opposto con fermezza, e a metà agosto il tribunale aveva confermato il calendario originario. La sentenza ora pronunciata dà esecuzione ai trattati di retrocessione, com’era nelle richieste iniziali di SCOR. Con questa decisione, entrambi i gruppi lasciano alle spalle un contenzioso che aveva gravato sulle loro relazioni per quasi un lustro, rendendo possibile – almeno in linea di principio – una normalizzazione dei rapporti contrattuali già in essere.

Leggi anche: https://www.intermediachannel.it/2024/09/12/francia-rumors-su-fusione-tra-covea-e-scor/

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