Londra sfida Bermuda nel mercato ILS da 140 miliardi
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Londra accelera sul mercato ILS e sfida il predominio delle Bermuda

Il mercato globale degli ILS, gli strumenti che trasferiscono ai mercati dei capitali il rischio catastrofale assunto da assicuratori e riassicuratori, ha raggiunto un valore di circa 140 miliardi di dollari e continua a crescere sotto la spinta di temperature in aumento, urbanizzazione e inflazione. Come riportato da Bloomberg, il Regno Unito ha avviato una riforma delle norme sui veicoli assicurativi a destinazione specifica per rendere Londra più competitiva nell’emissione di cat bond, un segmento oggi dominato dalle Bermuda.

La Bank of England sta lavorando per accelerare le procedure di approvazione dei veicoli finanziari dedicati, con l’obiettivo di arrivare a un via libera in dieci giorni per alcune tipologie di operazioni. Il caso di riferimento resta quello di Flood Re, l’assicuratore britannico contro le alluvioni, che ha collocato con successo un cat bond da 140 milioni di sterline tramite London Bridge 2 PCC, aprendo la strada a nuove emissioni analoghe.

Nonostante l’iniziativa londinese, oltre il 90% delle quotazioni ILS avviene ancora alle Bermuda, dove si è consolidato nel tempo un ecosistema di servizi legali, contabili e finanziari difficile da replicare in tempi brevi. Buona parte del rischio coperto da questi strumenti riguarda la stagione degli uragani statunitensi, e proprio per questo alcuni operatori ritengono che dovrebbero essere gli Stati Uniti a spingere per riportare l’emissione sul proprio territorio. Una proposta legislativa per eliminare la doppia tassazione che oggi scoraggia le emissioni domestiche resta, al momento, un’ipotesi non concretizzata.

Il quadro si allarga anche all’Asia, dove il mercato ILS è storicamente meno sviluppato rispetto a Stati Uniti ed Europa. Singapore e Hong Kong hanno introdotto programmi di sovvenzione per le emissioni locali e stanno valutando l’adozione di Protected Cell Companies, strutture che consentono a singole celle di sostenere emissioni distinte riducendo i costi fissi. La Monetary Authority of Singapore ha avviato una consultazione per definire il relativo quadro legislativo, mentre la Singapore Exchange ha già ospitato l’emissione dei primi cat bond della Asian Development Bank e un collocamento da 200 milioni di dollari della World Bank per il rischio uragani in Giamaica.

Il divario di protezione assicurativa resta il vero nodo della regione: in Asia solo il 13% delle perdite da disastri naturali risulta coperto da polizza, contro una media globale del 37%. Le perdite catastrofali hanno toccato i 73 miliardi di dollari lo scorso anno, ben oltre la media decennale di 66 miliardi calcolata da Munich Re, con appena 9 miliardi coperti da assicurazione. “Possiamo costruire una piattaforma per risolvere il nostro problema”, ha sintetizzato un portavoce della Hong Kong Insurance Authority, in una dichiarazione che riassume bene l’ambizione delle piazze asiatiche.

La competizione tra Londra, Bermuda e i nuovi hub asiatici si preannuncia dunque come uno dei terreni di confronto più rilevanti per il settore assicurativo nei prossimi anni, con effetti destinati a ricadere anche sulla capacità dei mercati di assorbire rischi catastrofali sempre più onerosi.

Leggi anche: https://www.intermediachannel.it/2025/09/23/alluvioni-2024-in-europa-centrale-perils-stima-danni-assicurati-a-215-miliardi-di-euro/

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