I dati ANIA fotografano un mercato in frenata nel mese, con i premi unit-linked ancora in crescita a doppia cifra da inizio anno

Secondo i dati diffusi da ANIA attraverso l’ultimo numero della newsletter ANIA Trends – Nuova produzione vita, la nuova produzione di polizze vita individuali raccolta in Italia dalle imprese italiane e dalle rappresentanze di imprese extra-UE si è attestata a giugno a 8,2 miliardi di euro, con una flessione del 3,3% rispetto allo stesso mese del 2025. Un dato che segna un’inversione di tendenza rispetto all’anno precedente, quando il mese di giugno aveva invece registrato un incremento annuo del 7,3%. Da gennaio i nuovi premi vita emessi ammontano a 49,8 miliardi di euro, in lieve calo dello 0,6% sul periodo gennaio-giugno 2025.
Il quadro complessivo, se si considerano anche le rappresentanze di imprese UE, cambia leggermente segno: i nuovi premi di questo comparto sono stati pari a 1,0 miliardo di euro, in aumento del 25,1% rispetto al corrispondente mese del 2025. Sommando le due componenti, i nuovi affari vita complessivi di giugno si sono fermati a 9,1 miliardi di euro, con una variazione del -0,8%, mentre da inizio anno il totale ha raggiunto 56,6 miliardi, in crescita dell’1,9% sul primo semestre 2025.
L’analisi per ramo di attività conferma una polarizzazione ormai consolidata. Il ramo I, che assorbe il 61,3% dell’intera nuova produzione vita del mese, ha raccolto 5,0 miliardi di euro, in calo del 13,4% su base annua; da gennaio i premi complessivi di ramo I si fermano a 31,6 miliardi, il 5,7% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, quando si registrava invece una variazione positiva dell’1,5%. Andamento opposto per il ramo III, che con 3,1 miliardi di euro nel mese segna un incremento del 18,2% e rappresenta ormai il 38% della nuova produzione totale; da inizio anno la raccolta di polizze unit-linked ha raggiunto 17,8 miliardi, il 10,6% in più rispetto al 2025.
Più che raddoppiata, seppure su valori contenuti, la raccolta di ramo V nel mese di giugno, che da gennaio totalizza 328 milioni di euro con una flessione del 20,0% su base annua. Le polizze di malattia di lunga durata (ramo IV) segnano invece nel primo semestre un volume di nuovi premi pari a 47 milioni, in aumento del 26,0%, mentre i contributi ai fondi pensione aperti (ramo VI) crescono dell’1,3%, per un totale di 78 milioni di euro.
Guardando alla tipologia di prodotto, i prodotti multiramo, esclusi quelli previdenziali e i PIR, hanno raccolto a giugno 3,5 miliardi di euro, in aumento del 3,8%, pari al 43% del new business mensile complessivo; da gennaio hanno raggiunto 19,6 miliardi, l’1,9% in meno su base annua. Le forme pensionistiche individuali salgono invece a 847 milioni nel semestre, il 9,3% in più, trainate soprattutto dai PIP multiramo. In forte espansione anche i Piani Individuali di Risparmio, i cui nuovi premi da gennaio si attestano a 759 milioni di euro, un valore sostanzialmente raddoppiato rispetto al primo semestre 2025.
Sul piano distributivo, gli sportelli bancari e postali restano il canale di riferimento del mercato, con il 66,3% della raccolta mensile e un ammontare da inizio anno di 34,5 miliardi di euro, in crescita dell’1,9%. I consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede segnano invece una contrazione significativa, con un calo del 13,9% nel mese e del 7,1% nel semestre, mentre la rete agenziale mantiene una sostanziale tenuta, con un incremento dello 0,9% nel primo semestre dell’anno. In forte flessione, infine, la vendita diretta a distanza e i broker, che registrano un -54,7% nel mese di giugno.
Il capitolo delle polizze collettive mostra invece un mercato in ulteriore contrazione: nel secondo trimestre 2026 la nuova produzione si è fermata a 1,0 miliardo di euro, in calo del 12,7% rispetto allo stesso trimestre del 2025, per un totale semestrale di 2,4 miliardi, in diminuzione dell’11,0%. A pesare è soprattutto la componente legata alla gestione dei fondi pensione, che pur restando la voce principale del comparto collettivo mostra una sostanziale stazionarietà nel trimestre.
Considerando congiuntamente polizze individuali e collettive, il mercato vita italiano archivia un primo semestre 2026 sostanzialmente stabile, con un lieve calo dell’1,1% per le sole imprese italiane ed extra-UE, che sale a un +1,4% se si include anche il campione delle rappresentanze UE. Un mercato, dunque, che continua a spostare baricentro dal tradizionale ramo I verso le soluzioni linked e multiramo, in un contesto distributivo dove il canale bancario-postale mantiene saldamente la leadership.
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