Il Financial Literacy Report di Allianz Research fotografa un Paese fermo agli stessi livelli del 2023, con donne e Generazione Z ancora indietro

L’alfabetizzazione finanziaria continua a rappresentare un’eccezione più che una regola diffusa, in Italia come nel resto d’Europa. Lo certifica l’ultimo Financial Literacy Report di Allianz Research, che ha coinvolto oltre 8.000 intervistati in otto Paesi – Austria, Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti – restituendo un quadro sostanzialmente identico a quello rilevato nella precedente edizione del 2023. Solo il 17% dei rispondenti italiani mostra un punteggio elevato di competenza finanziaria, una quota in linea con la media complessiva del campione internazionale ma lontana dai risultati di Regno Unito, Austria e Germania, che si attestano rispettivamente al 23%, 22% e 22%.
I dati raccolti confermano quanto la mancanza di competenze finanziarie diffuse rappresenti un costo concreto per le famiglie, non soltanto un limite culturale. Secondo le simulazioni condotte dai ricercatori, se i risparmiatori italiani avessero riallocato metà della ricchezza detenuta in depositi bancari verso un portafoglio composto in parti uguali da titoli di Stato e titoli azionari, negli ultimi vent’anni la ricchezza finanziaria pro capite sarebbe cresciuta di 7.600 euro al netto dell’inflazione. Un dato che ridimensiona la convinzione, ancora molto radicata, secondo cui accumulare patrimonio richieda necessariamente risparmiare di più: nella maggior parte dei casi basterebbe investire in modo più consapevole quanto già accantonato.
Il report evidenzia anche un paradosso che riguarda da vicino la platea più esposta ai rischi legati alla pianificazione previdenziale. Le donne italiane hanno solo la metà delle probabilità degli uomini di raggiungere un livello elevato di alfabetizzazione finanziaria, 11% contro 23%, nonostante debbano tipicamente affrontare pensioni più lunghe e frammentate. Il divario si allarga ulteriormente se si guarda alla componente generazionale: appena il 9% della Generazione Z italiana risulta altamente alfabetizzato, contro il 19% dei Baby Boomers, e tra le giovani donne la quota scende fino al 6%. Anche il livello di istruzione scolastica si conferma un fattore predittivo determinante, con una probabilità cinque volte superiore di raggiungere competenze elevate per chi possiede un titolo universitario rispetto a chi si è fermato all’istruzione primaria.
Un capitolo specifico del report è dedicato al ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nella consulenza finanziaria. In Italia il 9% degli intervistati la indica già come principale fonte di riferimento per le proprie decisioni economiche, percentuale che sale al 18% tra la Generazione Z. I dati mostrano però un effetto distorsivo: chi utilizza l’IA dichiara una fiducia più alta nelle proprie conoscenze finanziarie rispetto a chi non la utilizza, ma questa maggiore sicurezza non si traduce in un’effettiva crescita della competenza. “L’intelligenza artificiale rende le informazioni finanziarie più accessibili che mai, ma non può sostituire l’alfabetizzazione finanziaria. Il pensiero critico rimane fondamentale per evitare eccessi di fiducia. Le persone hanno bisogno di conoscenze per valutare i consigli e di competenze per prendere decisioni finanziarie efficaci e a lungo termine”, ha dichiarato Simon Krause, economista di Allianz Research.
Colmare questo divario richiede, secondo lo studio, un’azione coordinata tra governi, datori di lavoro e istituzioni finanziarie — che dovrebbero offrire prodotti più semplici e strumenti digitali capaci di trasformare il risparmio in investimento consapevole. Ludovic Subran, Chief Economist e Chief Investment Officer di Allianz, ha sottolineato come “a una maggiore responsabilità dovrebbe corrispondere una maggiore competenza finanziaria”, annunciando il lancio di School for Life, la piattaforma di apprendimento finanziario online gratuita promossa dal gruppo assicurativo tedesco. La quarta edizione dell’indagine, condotta con cadenza triennale, sarà seguita da un nuovo rilevamento nel 2029, quando si potrà verificare se gli sforzi in materia di educazione finanziaria avranno prodotto risultati misurabili.




