Allianz Commercial analizza 7.888 sinistri tra il 2021 e il 2025: incendi e interruzioni delle supply chain aumentano il costo delle perdite

I sinistri di business interruption stanno diventando più onerosi dei danni materiali che li provocano. Insurance Business riporta i risultati di un’analisi globale di Allianz Commercial su 7.888 sinistri registrati tra gennaio 2021 e dicembre 2025, per un valore complessivo di circa 6,74 miliardi di euro. Il valore medio di un sinistro da interruzione dell’attività ha superato gli 850.000 euro, circa il 70% in più rispetto al danno materiale, fermo a quasi 500.000 euro. Negli ultimi due anni, la severità media dei sinistri è aumentata di oltre il 30% l’anno.
Gli incendi e le esplosioni rappresentano oltre il 40% del valore complessivo delle perdite analizzate, pari a circa 2,9 miliardi di euro. Sono inoltre all’origine di nove dei dieci più costosi eventi di business interruption provocati da cause non naturali. Allianz indica gli incendi come principale causa di perdita per valore negli Stati Uniti, in Germania, nel Regno Unito e a Singapore.
“L’incendio rimane il principale fattore alla base delle grandi perdite da interruzione dell’attività che osserviamo”, ha dichiarato Sarah Versavaud, chief claims officer e responsabile del Business Interruption Global Practice Group di Allianz Commercial. “La difficoltà spesso non è rappresentata dall’incendio in sé, ma dall’interruzione di un’attività critica dalla quale dipende il resto dell’impresa.”
Le catastrofi naturali rappresentano il 34% del valore dei sinistri e il 26% del numero complessivo delle richieste. Incendi ed eventi naturali concentrano quindi circa tre quarti del valore delle perdite considerate nello studio.
A incidere sul costo finale sono anche le supply chain. La dipendenza da pochi fornitori o stabilimenti specializzati può trasformare un danno locale in un’interruzione che coinvolge più attività e mercati. Il settore dei semiconduttori è tra quelli più esposti: i due eventi non catastrofali più costosi dell’analisi hanno riguardato incendi in impianti di produzione di semiconduttori.
Le strategie just-in-time e la riduzione delle scorte hanno ridotto i margini disponibili per assorbire i blocchi produttivi. “La concentrazione sull’approccio just-in-time e sulle catene di fornitura lean ha ridotto i buffer e la resilienza, per cui quando si verifica un’interruzione, l’impatto è immediato e costoso”, ha spiegato Alberto Barani, Business Interruption Group Leader, Risk Consulting di Allianz Commercial.
Anche i tempi di ripristino incidono sulla dimensione del sinistro. La sostituzione di macchinari specializzati, il ripristino della produzione e gli adempimenti regolamentari possono richiedere tempi molto più lunghi della semplice riparazione del bene danneggiato. L’inflazione e l’aumento dei costi di importazione possono poi aumentare ulteriormente le spese di recupero.
La crescita dei costi e l’allungamento dei tempi di ripristino mettono sotto pressione i valori dichiarati e i periodi massimi di indennizzo previsti dalle polizze. Allianz segnala il rischio che valori non aggiornati lascino le imprese sottoassicurate, mentre una durata insufficiente della copertura può non accompagnare l’azienda fino al completo ritorno alla normale operatività.
“L’inflazione incide sulle perdite da interruzione dell’attività a diversi livelli”, ha osservato Versavaud. “Oltre ad aumentare i costi di riparazione, ripristino e mitigazione, si riflette anche in valori assicurati più elevati e quindi in una maggiore esposizione alla business interruption.”
La revisione dei valori assicurati, dei tempi di ripristino e delle dipendenze dalla filiera assume quindi un peso crescente nella gestione delle coperture. Per Allianz, la prevenzione degli incendi, la diversificazione dei fornitori, i piani di continuità operativa e la preparazione agli incidenti cyber possono contribuire a ridurre l’impatto economico di un’interruzione.




