Carlo Clavarino spiega la logica dell’acquisizione da 17 miliardi di dollari: rafforzare la presenza nel mercato americano delle medie imprese

L’acquisizione di Usi Insurance Services da parte di Aon dovrebbe concludersi entro novembre. Il broker di New York, oggi parte del fondo di private equity Kkr, passerà di mano per 17 miliardi di dollari, come annunciato a fine agosto. Lo ha spiegato Carlo Clavarino, executive chairman international del gruppo , in un’intervista a L‘Economia del Corriere della Sera. Mancano alcuni passaggi con le autorità americane dei mercati e la due diligence.
Sul piano finanziario, Aon si fa carico di circa 4 miliardi di dollari debito già in capo a Usi e ne versa 13 per cassa. Le banche finanziatrici, riferisce Clavarino, hanno offerto fino a cinque volte la somma richiesta, e anche gli istituti italiani hanno avanzato proposte, rifiutate perché le condizioni degli altri erano più favorevoli. Le sinergie previste valgono 500 milioni l’anno e, con il cash flow, dovrebbero consentire un rientro rapido dall’investimento.
La logica industriale sta nel segmento scelto. Nei grandi clienti la concorrenza è ormai alta, anche sulle condizioni, mentre nel mid market americano i margini di intermediazione sono più elevati e i costi più contenuti. Clavarino cita Gallagher, che lavorando solo su quel fronte si avvicina ai 70 miliardi di dollari di capitalizzazione. «È un’operazione coraggiosa e trasformativa perché rafforza Aon sul mercato delle medie imprese americane, con una forte presenza locale, un comparto dove i margini sono più elevati», ha dichiarato Clavarino.
Attorno al gruppo si muovono anche i grandi fondi. Aon e Blackstone hanno avviato una partnership con un veicolo chiamato «Cortina», che opera presso i Lloyd’s di Londra e porta flussi di riassicurazione danni e infortuni verso capitale istituzionale. Blackstone, aggiunge Clavarino, è già il maggiore acquirente di polizze al mondo, con 3,3 miliardi spesi ogni anno, quindici volte quanto spende un gruppo come Eni.
Quanto all’intelligenza artificiale, per le operazioni più complesse servono competenze giuridiche, fiscali ed economiche che non si possono delegare. Nelle medie imprese, invece, «premia il rapporto personale con il cliente, difficilmente sostituibile con gli algoritmi», ha spiegato Clavarino. In Italia il gruppo, presente dal 1998 e guidato dall’amministratore delegato Andrea Parisi, genera oggi circa 500 milioni di ricavi. Venticinque anni fa erano 40 milioni.
Foto in copertina: Carlo Clavarino, executive chairman international del gruppo AON
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