Il report 2026 di Coalition mostra un aumento del 47% delle richieste di riscatto, ma l’86% delle imprese non paga

Il 2025 ha segnato un punto di svolta per il mercato delle cyber assicurazioni, con i ransomware al centro dell’attenzione: le richieste iniziali di riscatto sono aumentate del 47% rispetto all’anno precedente, eppure l’86% delle aziende colpite ha rifiutato di pagare, segnalando una maggiore resilienza grazie a backup più solidi e strategie di risposta agli incidenti più efficaci. “I dati suggeriscono un cambio di passo nell’economia dei ransomware: mentre gli attori delle minacce aumentano le richieste per ottenere pagamenti milionari, il supporto degli assicuratori sta aiutando le aziende a limitare le perdite e a spostare l’equilibrio a favore dei difensori”, ha spiegato Rob Jones, responsabile globale dei sinistri di Coalition.
Il rapporto evidenzia come il ransomware sia rimasto il tipo di sinistro cyber più costoso, con una perdita media di 269.000 dollari, ma che la maggioranza degli incidenti osservati (58%) sia stata generata da attacchi di Business Email Compromise (BEC) e Funds Transfer Fraud (FTF). Tra i sinistri FTF del 2025, il 52% è stato originato da BEC, dimostrando come gli attacchi basati su email possano fungere da veicolo per frodi finanziarie, anche se non sono l’unico canale.
Jones sottolinea che, nonostante il clamore mediatico intorno ai ransomware, “i crimini informatici tradizionali via email non sono scomparsi: BEC e FTF si basano ancora su ingegneria sociale e possono essere altrettanto dannosi”. La frequenza globale dei sinistri cyber è aumentata del 3% nel 2025, mentre la severità è scesa del 19%, con una perdita media di 116.000 dollari, suggerendo che le aziende stanno migliorando la capacità di contenere i danni quando si verificano incidenti.
I sinistri BEC sono cresciuti del 15% in frequenza, ma con una gravità ridotta del 28%, mentre le frodi FTF rappresentano il 27% dei sinistri, con frequenza e severità in calo. Coalition segnala anche il recupero di 21,8 milioni di dollari rubati ai danni dei propri assicurati, con un recupero medio di 202.000 dollari, evidenziando come la segnalazione precoce di attività sospette aumenti significativamente le possibilità di riottenere i fondi.
Tra i ransomware, il modello di dual extortion, che combina cifratura dei sistemi e furto dei dati, ha dominato il panorama, rappresentando il 70% dei sinistri e costando più del doppio rispetto agli attacchi senza sottrazione di dati. Le aziende con fatturato superiore a 100 milioni di dollari hanno registrato sinistri cinque volte più spesso rispetto alle realtà più piccole, sebbene la gravità media sia scesa del 7% a 268.000 dollari. Il modello Active Insurance di Coalition, che prevede una collaborazione continua tra assicuratore e assicurato, ha permesso di chiudere il 64% dei sinistri senza perdite dirette per le aziende. I dati del rapporto 2026 si basano su oltre 100.000 assicurati in Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia e Germania, fornendo un quadro chiaro dei trend emergenti, in cui la prevenzione e la preparazione diventano strumenti decisivi per ridurre l’impatto dei cyber attacchi.
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