
(di Roberto E. Bagnoli – Corriere Economia)
Studio di Accenture sul rapporto sempre più stretto tra digitale e assicurazioni. Il 51% delle compagnie cerca partner nel settore dell’hi-tech. Dal wearable alle app al volante, così possono cambiare le formule
Il 51% degli assicuratori pensa di associarsi nei prossimi due anni con grandi leader nel settore delle tecnologie digitali e piattaforme cloud. Il 45% punta a trovare partner al di fuori del settore. Il 75% concorda sul fatto che i confini del settore diventeranno sempre più indistinti.
Le nuove tecnologie, insomma, ridisegneranno il business dell’industria delle polizze. E’ lo scenario delineato dalla Tech Vision Insurance 2015, un’indagine condotta da Accenture a livello mondale. Lo studio ha coinvolto 221 responsabili d’imprese assicuratrici in nove fra i più importanti paesi del mondo per analizzare il settore in relazione alle tecnologie emergenti. Le compagnie italiane non sono state comprese nella ricerca.

Tendenze
«Il primo trend che emerge dallo studio è l’Internet of me, ovvero come ciascun consumatore si pone al centro di quest’esperienza digitale — spiega Stefano Sperimborgo, managing director Accenture strategy financial services —. Nel mercato assicurativo le aspettative del cliente in termini di servizi tendono sempre più a derivare da esperienze maturate in industrie più evolute. Chi saprà rispondere rapidamente e in modo efficace a queste attese potrà ottenere vantaggi grazie a una maggiore soddisfazione del cliente».
I dispositivi digitali all’avanguardia stanno rafforzando l’Outcome economy, l’economia del risultato. «L’83% degli intervistati concorda sul fatto che le compagnie passeranno progressivamente dalla vendita di prodotti e servizi a quella di “risposte ai bisogni” negli ambiti casa, auto e salute — dice Sperimborgo — e il 77% ha confermato l’esigenza per le compagnie di dotarsi rapidamente di piattaforme in grado di gestire le informazioni che vengono generate in modo continuo dai clienti, per esempio quelle delle scatole nere delle auto o dei braccialetti elettronici, o i sensori dei dispositivi di casa». Attualmente, solo il 31% utilizza i dispositivi indossabili per coinvolgere clienti, dipendenti e partner. Una delle principali aziende del settore, però, ha previsto un fitness tracker per i nuovi titolari di polizza per seguire i loro progressi nell’ambito della salute e ricompensare uno stile di vita salubre con una riduzione dei premi assicurativi del ramo vita.
Inoltre il 73% del campione intervistato ha dichiarato che fornire al cliente un’esperienza personalizzata rappresenta una delle prime 3 priorità da realizzare.
Come mai l’indagine non include l’Italia? «In realtà la nostra ricerca è stata effettuata su scala globale, includendo anche alcuni rappresentanti delle compagnie presenti in Italia — risponde Sperimborgo —. Le assicurazioni italiane hanno intrapreso un percorso di evoluzione e innovazione, ma mancano ancora risultati evidenti».
Accenture contribuisce all’innovazione e alla trasformazione con Accenture Innovation Centre e centri specializzati sulle soluzioni per la Mobility (sviluppo di soluzioni per dispositivi mobili, smartphone e tablet), e gli Advanced Analytics per offrire prodotti e servizi personalizzati.
Soluzioni
Quali azioni dovrebbero mettere in campo le compagnie italiane per non perdere il treno dell’innovazione? «Si sta investendo per affrontare la trasformazione e l’innovazione orientata alla clientela — risponde Sperimborgo —, anche se la gestione ordinaria rappresenta oggi ancora la principale fonte di assorbimento di risorse e impegno. Per le compagnie è importante continuare a osservare l’evoluzione dell’innovazione su scala globale sia nel mercato assicurativo sia in altri settori, con particolare attenzione a quelli che hanno il potenziale per creare ecosistemi in grado di offrire servizi e risposte alle esigenze dei clienti oggi e nel futuro».




