“Sappiamo come il mercato dei capitali di rischio sia notevolmente meno sviluppato in Italia e in particolare quello dei venture capital. Sappiamo inoltre come la dimensione media delle imprese italiane sia notevolmente inferiore a quella dei principali Paesi europei. A questa limitazioni nella capacità di esternalizzare e gestire il rischio si aggiunge la relativamente scarsa propensione ad assicurarsi dei cittadini e delle imprese. Infatti l’Italia presenta un rapporto premi rispetto al Pil inferiore a quello della Francia e del Giappone e ben al di sotto dei rapporti registrati nei Paesi anglosassoni e specialmente nel ramo danni. Le imprese, in particolare, non godono di una sufficiente copertura assicurativa“.
Lo ha dichiarato il presidente di Generali, Gabriele Galateri di Genola (nella foto, di Marino Sterle-Trieste), durante un convegno Aidea a Torino, precisando che “la minore diffusione delle coperture assicurative tra le imprese italiane rispetto a quelle europee va almeno in parte collegata alla maggiore tassazione operata nel nostro Paese. Ad esempio l’imposta sulle coperture assicurative per la responsabilità civile è pari al 22,25% in Italia, contro il 16% in Germania, il 9% in Francia e il 5% nel Regno Unito“.
“Appare quindi necessario aggiungere tra le misure per la crescita“, ha concluso Galateri, “anche azioni concrete volte a migliorare il rapporto esistente tra assicurazioni e imprese e più in generale a promuovere la cultura della gestione del rischio e portare le imprese ad una gestione più professionale dei rischi connessi all’attività imprenditoriale“.
Per Galateri poi è necessaria una vera e propria “trasformazione del sistema produttivo italiano” che deve essere “accompagnata e resa possibile dall’innalzamento del livello di formazione e di conoscenza scientifica e tecnologica della forza lavoro e dell’intero sistema di innovazione nazionale“.
“Un’efficace politica dell’innovazione“, ha concluso Galateri, “deve essere di medio periodo, non meno di 10 anni. Esistono politiche efficaci per aumentare la capacità innovativa delle imprese e dell’intero sistema economico, ma a condizione che siano presenti tre elementi: la promozione della meritocrazia e del merito, un orizzonte temporale di medio periodo, la presenza di un efficiente mercato dei capitali di rischio“.
Autore: Alberto Chimenti – MF Dow Jones (Articolo originale)




