Opinione della Settimana

La Fondiaria si sposterà a Bologna: in duecento a rischio trasferimento

Declassata la sede fiorentina, la sede legale della nuova Unipolsai si sposta a Bologna. Perso il simbolo cittadino, ora i lavoratori attendono con ansia il piano industriale

I dipendenti di Fondiaria-Sai sono con il fiato sospeso, in attesa dell’incontro a Milano, il 4 febbraio, tra i vertici della società e i sindacati. La fusione con Unipol porta alla nascita di Unipolsai, così si chiamerà la grande Unipol. Sparirà dunque il marchio Fondiaria la cui sede legale — che nel 2009 venne trasferita da Firenze a Torino — si sposterà ora a Bologna. La fusione con Unipol porterà dunque Fondiaria lontana da Firenze. Fondiaria ha segnato, nel bene e nel male, la città. Non solo nel settore delle assicurazioni ma anche in quello immobiliare, della sanità, culturale. Oggi la fusione con Unipol rischia di segnare il passaggio di addio, di declassare Firenze trasformandola in una «povera» succursale.

Le due sedi legali del nuovo gruppo UnipolSai saranno a Milano e a Bologna. Firenze viene ridotta a polo specialistico. Una grande fetta del personale che opera in piazza della Libertà rischia di doversi trasferire a Bologna. I numeri del piano di fusione lasciano pochi margini di azione. Gli esuberi sono 2240 da oggi al 2015 su un totale di circa 2500 addetti. A Firenze lavorano oggi 535 dipendenti. Ma la «partita» si giocherebbe su circa 450 della sede di piazza della Libertà. Gli altri riguardano lavoratori del ramo commerciale o della liquidazione sinistri ad esempio, che resterebbero fuori dalla partita.

Quanti, dei 450 dipendenti, potranno rimanere a lavorare nello storico palazzo simbolo di piazza della Libertà? Questo è legato a come verranno redistribuite le attività nell’ambito del piano di fusione. I dettagli si conosceranno il 4 febbraio, quando il piano sarà illustrato ai sindacati. Una stima ad oggi non è possibile farla ma con il declassamento di Firenze da sede a polo specializzato c’è il rischio di non sbagliare a ipotizzare che una buona percentuale di quei 450 dipendenti — la maggioranza — debba fare le valigie e trasferirsi a Bologna. Unipol, osserva Agostino Iscaro della Fiba-Cisl, chiede la mobilità territoriale, sul presupposto che sarà difficile se non impossibile garantire a tutti la permanenza di impiego a Firenze. «Noi invece — aggiunge il sindacalista — chiediamo una redistribuzione tra le due sedi secondarie e le due principali in modo da evitare quelli che potremmo definire come ‘licenziamenti mascherati’. E’ inutile dire non licenziamo nessuno e poi pretendere questo tipo di mobilità territoriale. Perché è vero che tra Firenze e Bologna ci sono 35 minuti di Eurostar ma non è così che si può impostare il discorso».

«Fino ad oggi — aggiunge Iscaro — tutti gli accordi di settore prevedevano una intesa quadro con alcuni capisaldi: la non chiusura delle sedi, la volontarietà per gli incentivi all’esodo, la volontarietà per i trasferimenti. E’ sempre stata prassi consolidata concludere prima un accordo quadro che fissa queste regole e poi andare a definire le intese a seguire. Per ora constatiamo che Unipol non è disponibile a un accordo quadro del genere. Ecco spiegata la nostra preoccupazione. Ci aspettiamo proposte costruttive da Unipol nell’incontro del 4 febbraio».

Autore: Stefano Vetusti – La Nazione Firenze (Articolo originale)

<
Articoli correlati
In EvidenzaOpinione della Settimana

Crisi nel settore auto europeo: cresce la domanda di coperture assicurative per il rischio credito

A rischio anche i big dell’automotive come Volkswagen e Aston Martin. Per gli assicuratori cresce…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaAssociazioni di CategoriaIn EvidenzaOpinione della Settimana

«Nessuno si salva da solo»

Nel corso di «Davos 2021», la kermesse annuale del World Economic Forum tenutasi lo scorso…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Il «dritto»...

Ormai quotidianamente l’IVASS oscura e sanziona siti on-line di Intermediari…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter

Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.





termini e condizioni