Opinione della Settimana

Trieste: Sasa, 140 posti di lavoro in pericolo

L’allarme dei sindacati: «Nessuna certezza occupazionale per questi impiegati dopo la fusione tra Unipol e Sai Fondiaria»

Sono 140 i posti di lavoro a rischio alla Sasa assicurazioni di Trieste (nella foto, la sede). Il nuovo fronte di allarme occupazionale si è aperto in questi giorni dopo la comunicazione, da parte dei responsabili del gruppo Unipol Sai, delle linee strategiche del piano industriale finalizzato alla fusione fra la stessa Unipol e la Fondiaria Sai. L’operazione prevede la cessione della Milano Assicurazioni, che controlla la Sasa, che fa parte del gruppo Sai Fondiaria e ha la direzione a Trieste, dando occupazione a circa 140 dipendenti sulla piazza.

Il piano industriale, illustrato pochi giorni fa a Bologna, prevede una riorganizzazione «che coinvolgerà circa 8mila dipendenti assicurativi a livello nazionale – si legge in un testo diffuso dalle organizzazioni sindacali – nonché la cessione di alcuni asset fra i quali appunto la Sasa». A manifestare forte preoccupazione sono le principali sigle sindacali del settore, vale a dire Fisac-Cgil, Fiba-Cisl, Uilca-Uil, Fna e Snfia: «Trieste, città di terziario, che basa molta della sua economia sul settore bancario e assicurativo – scrivono i sindacati – in questo momento si trova in sofferenza. Ci sono già grossi problemi occupazionali in Hypo Alpe Adria Bank – ricordano – una cessione di ramo d’azienda in atto che coinvolge l’Ubis, nonché una situazione non troppo chiara che si prospetta alla Nova Ljubljanska Banka. A questo si aggiunge la vicenda della fusione Unipol-Fondiaria Sai, che coinvolge la Milano Assicurazioni, divisione Sasa – continuano i rappresentanti sindacali – in previsione della quale, l’Unipol aveva disdettato qualche mese fa l’accordo sulle tutele occupazionali».

«I sindacati – continua la nota – respingono con forza il piano della capogruppo, che non intende mantenere le garanzie fondamentali fino ad oggi in uso nel settore, quali l’esclusione di licenziamenti individuali e collettivi, le attività che dovranno garantire l’occupazione delle sedi, la volontarietà dei trasferimenti, l’applicazione del fondo di solidarietà del settore assicurativo previsto dal contratto nazionale dell’Ania».

In particolare, le Rsu della Fisac-Cgil della Sasa Assicurazioni e la struttura provinciale di categoria ritengono necessario un intervento della politica locale, al fine di garantire la difesa dello storico polo triestino. «La Fisac-Cgil – conclude Marco Campagnola, delle Rsu della Sasa – ritiene che un primo importante intervento possa essere esercitato a livello locale dal sindaco, Roberto Cosolini, con cui si incontrerà nei prossimi giorni, per chiedere che un eventuale cessione di Sasa avvenga nella piena tutela e nel rispetto dell’occupazione e dei dipendenti». L’azienda in un comunicato ha intanto ribadito «la volontà di arrivare a soluzioni condivise», ma la preoccupazione rimane forte e stamattina, nella sede della Sasa in Riva Culli, si svolgerà un’assemblea dei lavoratori.

Autore: Ugo Salvini – Il Piccolo

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