A Castelvecchio (VR) incontro dei Lions club con l’amministratore delegato Giovan Battista Mazzucchelli. Nel primo bimestre +70% la raccolta nel ramo vita: «Si inizia a intravedere un’inversione di tendenza»
Quasi 117 anni di storia, quinto player assicurativo nazionale, buona patrimonializzazione e invidiabile posizione altamente competitiva rispetto alla concorrenza. È il ritratto di Cattolica Assicurazioni stilato lunedì sera a Castelvecchio da Giovan Battista Mazzucchelli (nella foto), ad della compagnia di Lungadige Cangrande a un incontro dei Lions club cittadini.
Centrale, nella presentazione, è stata la difesa delle decisioni adottate all’indomani della crisi del 2006 da cui Cattolica ha saputo uscire rafforzata. «In quell’anno la compagnia era in grosse difficoltà, sull’orlo di un precipizio evitato per altro senza ricorrere all’aiuto di nessuno. Tramontata l’ipotesi di aggregazione con il Banco, Cattolica seppe evitare per altro l’abbraccio mortale con gli spagnoli della Mapfre. Sul piano finanziario e operativo le sinergie create tra i due gruppi avevano una logica, ma il tutto si sarebbe presto tradotto in un progressivo abbandono di Verona».
Mazzucchelli ha difeso la scelta di mantenere Cattolica ancorata alle radici veronesi. «Il progetto di aggregazione con Mapfre consisteva nella creazione di una compagnia dedicata all’Rc auto pariteticamente posseduta dalle due società ma con sede a Milano, e testa a Madrid, dove sarebbe confluito il nostro sistema informatico. A Verona sarebbero rimasti solo i rami elementari. Il progetto era valido, ma andava a tutto vantaggio degli spagnoli. Quando arrivai in Cattolica come direttore generale erano già pronte almeno 400 lettere di trasferimento».
La perplessità dell’ad divenne quella di tutto il cda, fino a respingere in toto il progetto. «Se non l’avessimo fatto, oggi Cattolica non sarebbe più a Verona», ha proseguito Mazzucchelli. «Sarebbe milanese, disancorata da quel territorio e da quella realtà cooperativa che l’ha vista crescere. In quegli anni Cattolica aveva perduto quasi per intero il patrimonio immobiliare per coprire le smagliature delle riserve tecniche. Iniziammo a lavorare per ridare smalto attraverso fusioni tra società infragruppo, migliorando un sistema informatico divenuto obsoleto». Per l’ad è stata determinante la scelta dei tenitori sui cui operare: «Cattolica si mantiene lontana dalle grandi città e dall’Italia del sud, dove l’incidenza dei rischi è maggiore. È più presente nei medi e piccoli comuni, dove gli affari assicurativi sono migliori». E ha difeso le scelte occupazionali: «Non abbiamo lasciato a casa nessuno, difendendo il lavoro e il posto di 8mila dipendenti». Mazzucchelli ha accennato alla forte ripresa sulla raccolta del ramo vita (particolarmente sotto pressione nel 2012) messa a segno nei primi due mesi 2013 con +70% rispetto al primo bimestre 2012. «È un dato parziale, ma lascia intravedere un’inversione di tendenza».
Fonte: L’Arena




