Entro la fine dell’anno verrà completato il progetto di fusione per la creazione del maxi-polo assicurativo Unipol-Sai dopo l’interruzione dei tempi di approvazione del progetto da parte dell’Ivass. “Questo non deve rallentare l’attività di integrazione“, ha sottolineato l’ad di Milano Assicurazioni, Unipol e Fonsai, Carlo Cimbri, nel corso dell’assemblea di Milano Assicurazioni (nella foto, la sede) che ha approvato il bilancio dell’esercizio 2012 (perdita in forte contrazione a 216,05 milioni di euro), anche “perché coi mercati che ci sono nel 2013 aspettare oltre un anno per addivenire a fusione societaria appare un po’ anacronistico“.
L’Ivass ha interrotto i termini deliberativi di 120 giorni, richiedendo alle società del gruppo una serie di documenti che potranno essere consegnati dopo oggi perché relativi ai dati definitivi del 2012. Verso la metà di maggio riprenderanno a decorrere i termini e l’autorizzazione dovrebbe arrivare entro l’estate mettendo le società in condizione di fare le assemblee appena dopo l’estate.
Quindi entro la fine dell’anno il top manager prevede di completare il progetto fusione dal punto vista societario. Nel frattempo il management si sta muovendo per definire entro l’estate la short list dei pretendenti agli 1,7 miliardi di premi che Milano Assicurazioni deve cedere su richiesta dell’Antitrust.
La vendita, ha spiegato Cimbri, avverrà in due blocchi: nei prossimi giorni verrà inviata l’information memorandum verso chi ha manifestato interesse ed entro l’estate verrà definita una short list di controparti con cui trattare le condizioni definitive di cessione dopo l’estate. L’interesse non dovrebbe mancare con Axa, Allianz e Zurich insieme a Cattolica Assicurazioni molto interessate al dossier.
Premi, reti e agenzie usciranno dalla società fisicamente nei primi mesi dell’anno prossimo. Con essi verrà ceduta anche una parte del debito, “fra i 100 e i 150 milioni di euro, finanziamenti accesi verso Mediobanca“, ha precisato l’ad, provocando gli azionisti di risparmio che con il loro voto potrebbero impedire a Milano Assicurazioni di entrare nel polo Unipol-Sai.
Senza la fusione, ha detto in assemblea, Milano Assicurazioni “resterebbe un po’ una cenerentola nell’ambito del gruppo senza prospettiva di sviluppo strategico e con una dimensione molto ridotta perché il fatturato scenderebbe attorno al miliardo di euro“. “E’ difficile pensare che se la Milano resterà stand-alone gli azionisti potranno trarre lo stesso valore a loro riconosciuto nell’ambito della fusione“, ha aggiunto, escludendo un aggiustamento del concambio per invogliare i soci di risparmio a non intralciare la fusione a quattro con Unipol, Fonsai e Premafin: “i concambi sono quelli definiti e approvati dai cda e restano invariati“.
Resta dunque l’incognita sulla decisione che prenderanno gli azionisti di risparmio sulla fusione a quattro. Ma Cimbri avverte che “se per ragioni che mi sfuggono” gli azionisti di risparmio dovessero bocciare la fusione, Milano Assicurazioni, la cui valutazione nell’ambito dei concambi è “assolutamente congrua“, sarebbe condannata a essere la “cenerentola del gruppo“.
Autorte: Francesca Gerosa – Milano Finanza (Articolo originale)



