Opinione della Settimana

Pesaro: Falsi incidenti per truffare le assicurazioni, due condannati

Taroccati almeno 22 sinistri, tre anni ad un carrozziere ed al suo collaboratore

Falsi incidenti ImcIncidenti “accomodati” o addirittura inventati del tutto, solo per incassare i risarcimenti dalle assicurazioni. Una prassi consolidata per un carrozziere pesarese, che è stato condannato ieri dal tribunale di Pesaro. E’ un processo nato dalla vicenda che nel 2008 ha visto coinvolto Francesco Varani, padre di Luca (il 36enne avvocato pesarese accusato di essere il mandante dell’aggressione a Lucia Annibali, sua ex fidanzata). L’accusa per lui, ex liquidatore assicurativo che una volta in pensione ha aperto il noto studio di infortunistica stradale, e per altri, era di truffa alle assicurazioni e associazione a delinquere. Nell’inchiesta era finito anche il figlio Luca, prosciolto durante le indagini. Varani senior chiuse la partita, al pari di altri, con un patteggiamento (era difeso dall’avvocato Roberto Brunelli, che oggi assiste il figlio Luca). Ieri invece sulla linea del traguardo di primo grado sono arrivati gli ultimi tre imputati. E per due è finita in condanna. Tre anni e 2 mesi di reclusione è quanto il collegio ha inflitto a Vincenzo Pieri, carrozziere pesarese, per truffa alle assicurazioni e associazione a delinquere. Il pm Valeria Cigliola aveva chiesto 3 anni. Condannato anche il presunto complice, Tamanti. Assolto invece, e con formula piena, Massimo Baccarini, allora impiegato dello studio Varani, difeso dall’avvocato Alberto Alessi. Per lui il pm aveva chiesto 2 anni, ma i giudici lo hanno ritenuto totalmente estraneo ai fatti.

Il giochetto dei finti incidenti è andato avanti per anni. Ben 22 i sinistri taroccati messi in atto per spillare soldi alle assicurazioni. Per l’accusa, la mente del piano era Varani. Non meno abili erano però i suoi compagni d’affari, tra cui Marco Spadoni, antiquario di via Vincenzo Rossi (che aveva il negozio vicino allo studio di Varani e che, come Varani, ha chiuso il conto con il patteggiamento), Pieri, Tamanti e altri soggetti. Secondo il pm Cigliola avrebbero messo in scena diversi finti incidenti a danno di tante compagnie assicuratrici, dalla Allianz alle Generali, dalla Unipol alla Fondiaria. A volte il sinistro era inventato solo sulla carta, altre era invece perfettamente inscenato. A Pieri bastavano un paio di martellate sulla carrozzeria, e il danno era fatto. In alcuni casi, sono spuntate fuori anche finte vittime. Gente che è riuscita ad ottenere certificati medici, falsi come i loro traumi. Di medici però non se ne è vista neppure l’ombra nella lista degli indagati. I condannati si sono detti pronti all’appello.

Fonte: Il Messaggero (Articolo originale)

<
Articoli correlati
In EvidenzaOpinione della Settimana

Crisi nel settore auto europeo: cresce la domanda di coperture assicurative per il rischio credito

A rischio anche i big dell’automotive come Volkswagen e Aston Martin. Per gli assicuratori cresce…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaAssociazioni di CategoriaIn EvidenzaOpinione della Settimana

«Nessuno si salva da solo»

Nel corso di «Davos 2021», la kermesse annuale del World Economic Forum tenutasi lo scorso…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Il «dritto»...

Ormai quotidianamente l’IVASS oscura e sanziona siti on-line di Intermediari…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter

Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.





termini e condizioni