Opinione della Settimana

Braccio di ferro su scatole nere e polizze

Una norma confermata dal TAR impone l’offerta in tandem. L’ANIA: “Sui black box aumentati gli obblighi per le compagnie. Con tutti questi vincoli la diffusione sta rallentando”

Scatola Nera (3) ImcSono un milione e trecentomila le scatole nere in circolazione sulle auto italiane. E il loro numero è in crescita. Anche se l’Ania, l’associazione che riunisce le società di assicurazione, avverte: «Lo sviluppo di polizze che prevedono la black box è stato possibile in presenza di un’offerta ancora libera, l’irrigidimento normativo potrebbe determinare una battuta d’arresto della diffusione di questi prodotti e un aumento dei premi anziché una diminuzione». Una considerazione che arriva dopo che a fine aprile è stato rigettato dal Tar del Lazio il ricorso presentato dall’Ania stessa contro l’obbligo per le imprese di offrire polizze abbinate alle scatole nere. Il tribunale amministrativo ha motivato la sua decisione spiegando che le compagnie non sarebbero danneggiate dalla norma voluta dal governo Monti e dalle sue interpretazioni.

Ma l’associazione di categoria non demorde. «Se non c’è stato nessun danno è solo perché non sono ancora entrati in vigore i provvedimenti attuativi che disciplineranno le caratteristiche tecniche dei dispositivi» commenta il direttore centrale dell’associazione Vittorio Verdone. «Non siamo contrari alle polizze con scatole nere, anzi le ha lanciate il mercato senza obblighi di sorta — racconta — Ma la normativa prevede che tutti i costi dei dispositivi siano a carico delle imprese, che devono operare sconti su questo tipo di polizze». Ed è ovvio che le compagnie dovendo spendere per i dispositivi (minimo 80 euro all’anno rispetto a un premio medio Rc auto che prima delle tasse è di circa 430 euro secondo Ania) vogliano poter contare su una riduzione dei costi degli incidenti. «Per non perderci — sostiene Verdone — la riduzione del costo dei sinistri dovrebbe essere a livello nazionale di oltre il 20 per cento, una misura irrealizzabile ». Le compagnie vorrebbero invece la libertà di offrire le polizze con dispositivi satellitari solo là dove la riduzione dei costi a carico loro è raggiungibile. «Per esempio nelle zone del paese dove il numero degli incidenti è elevato e non certo in altre dove anche con la scatola nera il numero non potrebbe scendere più di tanto. — afferma il direttore Ania — Per questo abbiamo chiesto all’Ivass (l’organo di vigilanza) un approfondimento».

Nel frattempo è un fiorire di offerte. Aziende come Groupama promettono sconti fino al 23% per chi guida in modo prudente: lo rivelerà la scatola, un dispositivo satellitare che funzionerà anche come antifurto collegato a una centrale e che consentirà, nei casi previsti, la ricostruzione della dinamica dell’incidente. E per il cliente non vi sarà alcun tipo di costo ulteriore poiché tutte le spese di installazione saranno a carico della compagnia. Anche Intesa Sanpaolo è scesa in campo con una polizza del genere. Il premio è rateizzabile in 12 mesi a interessi zero. «Ne abbiamo già collocate 100mila — assicurano dall’istituto di credito — e il trend è in crescita». Il dispositivo elettronico “Viaggia con me box” avrà la grandezza di un tagliando assicurativo, permetterà di dialogare con una centrale operativa, chiedere assistenza e di registrare i sinistri mettendo in grado l’assicuratore di capire di chi sono eventuali responsabilità.

Autore: Stefania Aoi – Repubblica Affari & Finanza (Articolo originale)

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