Opinione della Settimana

Finanza, casa, fondo: Dove portano le strade della previdenza fai da te

I pro e i contro degli strumenti che possono assicurare il futuro. Preferite una rendita elevata o la possibilità di utilizzare i soldi prima del tempo? Ecco le soluzioni per tutti i casi

Fondo pensione (4) ImcTutte le strade finanziarie portano a una pensione un po’ più ricca. Oppure no? Abbiamo provato a percorrerne tre, per vedere l’effetto che fa. Eccole: fondo pensione, investimento finanziario (fondo comune), mattone.

I diversi risultati che si possono ottenere con un accantonamento mensile di quattrocento euro sono stati messi a confronto, in esclusiva per CorrierEconomia, da Progetica, società indipendente di consulenza in educazione finanziaria. L’analisi ha approfondito anche i pro e i contro dei vari strumenti che possono essere utilizzati per integrare la copertura della pensione pubblica. Per non andare incontro a un brusco ridimensionamento del proprio tenore di vita quando si smetterà di lavorare.

Celebrazioni

Alla vigilia della Giornata nazionale della previdenza, la tre giorni dedicata al welfare che si apre giovedì a Milano, il tema delle pensioni è sempre caldo. Il brusco allungamento della vita lavorativa deciso dalla riforma Monti-Fornero sarà compensato negativamente dall’estensione a tutti i lavoratori (per i periodi successivi al primo gennaio 2012), del metodo contributivo, meno favorevole del vecchio retributivo. Il contributivo, inoltre, aggancia la rivalutazione delle pensioni all’andamento del Pil: e in questi giorni il Def (Documento di economia e finanza) ha rivisto al ribasso le previsioni per il 2013 del Pil dell’Azienda Italia: -1,3%. Si lavorerà molto più a lungo, insomma, ma rispetto al passato la copertura della previdenza obbligatoria si abbasserà comunque bruscamente.

«Per un giovane dipendente che ha cominciato a lavorare nel 1996 a 23 anni, e andrà in pensione nel 2039 con 66 anni di età e oltre 40 di contributi — spiega Alberto Brambilla, coordinatore del Comitato tecnico scientifico della Giornata nazionale della previdenza — la pensione sarà pari al 65% circa allo stipendio degli ultimi dieci anni. Se questo giovane è un lavoratore autonomo, il suo vitalizio sarà la metà degli ultimi dieci redditi annui».

Nell’analisi di Progetica sono stati considerati tre profili (trentenne, quarantenne e cinquantenne) con pensionamento a 67 anni, e investimenti a medio rischio. «Non esiste una soluzione valida per tutti i casi — sottolinea Andrea Carbone, partner di Progetica —. La risposta dipende dalle esigenze che si vogliono soddisfare per affrontare in tranquillità gli anni della pensione, sempre più lontani».

«La previdenza integrativa rappresenta la soluzione più efficace se si desidera avere la rendita vitalizia più alta — spiega Carbone —. E inoltre è garantita per contratto, a prescindere dall’allungamento della vita media. Sull’altro fronte vi sono i contro: i fondi pensione sono un investimento per il futuro, con una scarsa flessibilità nell’utilizzo anticipato dei versamenti accumulati e sono esposti al rischio-opportunità dei mercati finanziari».

Futuro

Per chi vuole evitare in futuro un ridimensionamento del tenore di vita, la seconda opzione è quella degli investimenti finanziari. «Questa strada è da preferire se si vuole avere flessibilità nell’utilizzo del denaro prima della pensione — sostiene Carbone — ma non è una strategia efficace dal punto di vista pensionistico, perché si rischia di ritrovarsi con un capitale esaurito quando si è ancora in vita. E, come la previdenza, anche gli investimenti sono esposti agli alti e bassi dei mercati».

Per affiancare la pensione di base si può utilizzare anche il mattone. La simulazione ipotizza l’acquisto di un immobile da affittare: con il ricavato viene finanziato un piano pensionistico. «La soluzione è indicata per chi, oltre alla rendita, vuole avere un patrimonio a fini successori — spiega Carbone —. Sull’altro fronte, però, stanno gli svantaggi. Si rischia di non riuscire ad affittare l’immobile, oppure di vederne calare il valore, per casue esterne come il deprezzamento della zona».

Autore: Roberto E. Bagnoli – CorrierEconomia

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