Il nuovo ad Donnet si insedia la prossima settimana e incontrerà le Giunte degli agenti il 9 e il 15 ottobre
«L’esperienza di Philippe darà un contributo determinante alla nuova fase di Generali Italia, un progetto di importanza strategica per il gruppo che ci permetterà di rafforzare la nostra posizione e redditività nel nostro mercato domestico. In questi mesi sono stati fatti importanti passi in avanti e poste solide basi per il successo di Generali Italia. Siamo ora entrati nella nuova fase di esecuzione». Con queste parole Mario Greco, ceo di Generali Assicurazioni presentava in una lettera ai dirigenti del gruppo, datata 31 luglio, Philippe Donnet, uomo scelto affrontare la fase due della mega aggregazione che porterà alla nascita della prima compagnia assicurativa italiana con 10 milioni di clienti, 100 miliardi di attivi in gestione, oltre 11 mila dipendenti, 3mila agenti e oltre 35mila collaboratori. Al termine del percorso di integrazione gestirà un perimetro di oltre 13 miliardi di euro di premi attraverso l’impiego di circa 9 mila dipendenti.
Donnet, 53 anni, ha maturato esperienze di ristrutturazione importanti in Italia, dove ha seguito, tra l’altro, la difficile integrazione delle reti del gruppo Axa (Abeille, Uap e le controllate Centurion e Allsecures), ma anche in Francia e Asia. Il manager entrerà anche nel Group Management Committee del gruppo Generali – il cervello della compagnia dove siedono gli altri nove dirigenti più importanti del gruppo – con la responsabilità del mercato italiano. Si insedierà nelle sue nuove cariche la prossima settimana, il 7 ottobre. Mentre il 30 settembre lascerà le cariche operative il precedente country manager per l’Italia Raffaele Agrusti, uomo che appartiene alle vecchie Generali, quelle dei patti di sindacato da cui Greco sta cercando di liberarsi, e che resterà in azienda fino a dicembre per passare le consegne.
Nell’agenda di Donnet sono già stati fissati i primi incontri con i gruppi degli agenti coinvolti nella megafusione: tutte le giunte saranno ricevute il 9 e il 15 ottobre. Non sarà facile neppure per un uomo dalla provata esperienza come la sua gestire la fase due, «in cui bisogna gestire le reti distributive e bisogna operativamente intervenire sui prodotti e sulle reti e sviluppare il business con i clienti», come ha spiegato recentemente il Ceo Greco. «Sulla carta appare tutto facile», ricordano gli agenti. Ma quando ci sono da unire reti storiche e dall’anima molto diversa come Ina, Generali, Toro, e le più piccole, ma altrettanto radicate al territorio, Augusta e Lloyd Italico, la tensione sale. La congiuntura economica non è delle migliori per le agenzie e i momenti di tensione non mancano, anche tra gli stessi dipendenti delle agenzie in attesa del rinnovo del contratto nazionale.
Gli agenti ora aspettano di conoscere il nuovo volto che guiderà il Leone in Italia consapevoli che a gestire praticamente il cantiere distributivo ci sarà Bruno Scaroni, già conosciuto da quasi un anno e scelto, sempre da Greco, come chief distribution manager della nuova entità. La compagnia ha mostrato apertura e durante tutti i roadshow si è aperta a momenti di condivisione. Inoltre le rappresentanze degli agenti sono state coinvolte in tutte le commissioni tecniche e siedono con gli esperti di settore delle compagnia. Anche il fatto che nella prima fase verrà utilizzato il co-branding con i 5 marchi storici che vengono integrati rassicura. Ina Assitalia è stata la prima a essere integrata (già dal primo luglio scorso). È invece slittata a inizio 2014 l’integrazione di Toro Augusta e Lloyd Italico. Fata sarà l’ultima, salvo che non venga venduta prima a Cattolica con cui pare ci siano già trattative avanzate.
Autore: Federica Pezzatti – Plus24



