Il Sindacato nazionale agenti resta ancora fuori dal tavolo con i dipendenti
Sono oltre 55mila i dipendenti delle agenzie assicurative italiane (dati al 2011). Anche loro, come bancari e altre categorie, stanno da tempo aspettando un nuovo contratto. Dopo il nulla di fatto dello scorso maggio, quando c’era stato un tentativo messo in atto dall’allora vice Presidente Sna, Giancarlo Guidolin, e dei delegati Unapass di risolvere le vertenze aperte dovute alla mancata approvazione dell’intesa sottoscritta da tutte le parti il 4 febbraio 2011, in questi giorni si riaprono le trattative. Giovedì scorso, 31 ottobre, si sono infatti incontrate le rappresentanze sindacali dei lavoratori (Fisac/Cgil, Fiba/Cisl, Fna e Uilca) e le associazioni datoriali Unapass e Anapa. Quest’ultima, nata a febbraio, pur non essendo firmataria di precedenti contratti nazionali è stata ritenuta titolata a sedersi al tavolo dai rappresentanti dei lavoratori che hanno preso atto del numero di iscritti presentati (2.500).
Presenti al tavolo entrambi i presidenti: Vincenzo Cirasola (Anapa) e Massimo Congiu (Unapass), accompagnati da una nutrita delegazione, a dimostrare l’importanza dell’appuntamento. Un primo incontro esplorativo dopo il grande freddo. Si comincerà a entrare nel merito della discussione delle questioni più spinose però il prossimo 21 novembre. Ancora fuori dai tavoli lo Sna, che non ha mai ratificato il Ccnl siglato a febbraio 2011 anche dall’allora delegato Jean François Mossino, e respinto successivamente dal comitato centrale Sna durante la presidenza di Giovanni Metti.
Sul tavolo ora c’è la nuova piattaforma proposta dai sindacati a luglio 2013, con una richiesta di aumento economico dell’8% per il triennio 2012/14. «Le altre richieste di modifiche vanno nella direzione di allargare le possibilità e rendere più esigibili i permessi del personale femminile che regge gran parte delle attività all’interno delle agenzie e della famiglia», spiegano in un comunicato le quattro sigle sindacali che, nei mesi scorsi, nel tentativo di sbloccare la vertenza con lo Sna, si erano anche rivolte al ministero del Lavoro e ora guardano con favore l’apertura di dialogo tra gli agenti e l’Ania, per il rinnovo dell’accordo nazionale fermo da molti anni.
La situazione del settore è complessa e a macchia di leopardo. Le condizioni applicate dipendono infatti dal contratto collettivo applicato dall’agente datore di lavoro.
Una parte della categoria, si stima meno del 15% delle agenzie, si vede applicare il rinnovo del Ccnl sottoscritto a febbraio 2011 da Unapass e scaduto alla fine dello stesso anno. Il resto invece sta ancora aspettando da cinque anni l’adeguamento di stipendio. Spesso il disagio economico viene mitigato da aumenti assorbibili per rinnovo contratti (acconto futuro aumenti).
La posizione del presidente Sna, contattato da «Plus24», è per ora rigida, in particolare sul fatto di non voler lavorare sulle ceneri del contratto Unapass, seppure limato in molte sue parti. «Innanzitutto, come hanno indicato i maggiori giuslavoristi, in caso di mancanza di contratto (anche il vecchio del 2005, ratificato nel 2008 è scaduto nel 2012) si applica il più diffuso», chiarisce subito Demozzi.
«Bisogna poi condividere lo stato di crisi e puntare su flessibilità dell’orario (prevedendo il lavoro anche il sabato), abolire gli scatti automatici di carriera legati a titolo di studio e in terzo luogo accordarsi sulle trasferte degli addetti commerciali, mentre sulla componente economica lo Sna è disponibile a scendere a compromessi da subito».
Autore: Federica Pezzatti – Plus24



