Caccia al truffatore che colpisce nelle parrocchie
Le vittime lo conoscono bene. Il truffatore delle polizze Rca fasulle è un laico ben inserito nei gruppi di Medjugorje di alcune parrocchie della città. Nel giro di poco tempo ha tentato o messo a segno diversi colpi, prendendosi gioco di amici e conoscenti. Persone con cui aveva condiviso momenti di preghiera e di vita parrocchiale, conquistando nel tempo il loro rispetto e la loro fiducia. La vicenda è venuta alla luce l’altro giorno, quando Don Valentino Porcile, parroco di Sturla, ha lanciato un appello on line sulla sua pagina Facebook per denunciare il raggiro e avvertire i fedeli: «Nei gruppi di preghiera di Medjugorje sta girando un personaggio che ha già fatto delle truffe. E una persona che frequenta l’ambiente ed è conosciuto. Fate attenzione».
L’appello ha scatenato il panico nelle parrocchie cittadine. Le vittime dei raggiri, al momento, sarebbero tre. Una persona sarebbe riuscita a farsi restituire i soldi consegnati per la falsa polizza. Altre due invece hanno deciso di procedere per vie legali, rivolgendosi agli avvocati.
Il meccanismo della truffa è molto semplice. Secondo quanto ricostruito, il broker propone un contratto assicurativo a un prezzo conveniente, consegnando al cliente una serie di documenti informativi. La vittima non può sospettare di nulla perché quelle carte sono tutte «in regola»: riportano i dati di una società esistente e tutte le sue coordinate. I moduli sono effettivamente autentici. Il raggiro scatta quando il truffatore intasca i soldi: «Dopo aver dato il denaro al broker mi sono sentito dire che il contrassegno assicurativo mi sarebbe arrivato per posta – spiega un genovese che frequenta un gruppo di preghiera e che è rimasto coinvolto in prima persona nel raggiro -. E invece non ho mai ricevuto nulla. Ho iniziato a sospettare che ci fosse qualcosa sotto dopo qualche settimana, anche se lui mi diceva che era solo questione di tempo. A un certo punto però ho chiamato io stesso l’agenzia: i funzionari mi hanno detto che la mia polizza era pronta, ma che io non avevo ancora effettuato il pagamento. Sono rimasto interdetto perché io avevo già pagato tutto. Poi ho capito: i soldi non erano mai arrivati da nessuna parte perché se li era tenuti lui». La vittima, a quel punto, ha chiesto spiegazioni al diretto interessato, che, come si è detto, conosceva bene. E faticosamente è riuscito a riavere quello che gli era stato sottratto: «La mia disavventura è finita lì, ma so che non sono l’unico ad essere finito nel mirino di questa persona».
I membri dei gruppi di preghiera di Medjugorje non si capacitano ancora di quello che è successo. E nessuno si riesce a spiegare come mai il broker, persona davvero rispettata nell’ambiente, abbia iniziato a truffare i suoi stessi amici. «Forse sta attraversando un periodo difficile a causa della crisi e vuole arrotondare lo stipendio sulla nostra pelle», dice un parrocchiano. Certo è che la sua posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.
Autore: Pablo Calzeroni – Il Secolo XIX



