Opinione della Settimana

Una scorta di Stato

Pubblica amministrazione ImcL’adesione dei dipendenti pubblici ai fondi è bassa. Inoltre manca l’equiparazione con gli altri comparti. Ma il recente avvio di Sirio e Perseo rilancia il settore

Un tema molto delicato in materia previdenziale che in Italia meriterebbe più attenzione è quello della previdenza integrativa del pubblico impiego, categoria assimilata a quella dei dipendenti del settore privato sia per quel che riguarda l’età pensionabile che per l’applicazione del metodo contributivo. Gravata dal congelamento dei salari e dal blocco retributivo, avrebbe grande necessità di integrazione pensionistica. Sul tema è stato recentemente pubblicato dall’Osservatorio nazionale bilaterale sui fondi pensione del pubblico impiego il Quarto rapporto annuale che analizza lo stato dell’arte di un comparto che da un sostanziale immobilismo negli anni scorsi, si evolve invece a un notevole dinamismo.

Per ora, però, il tasso di adesione, sia per effetto di una ritardata offerta in parte colmata con la recentissima operatività anche di Sirio e Perseo al fianco del già collaudato Espero, sia per una non attuata politica di educazione previdenziale, è un modesto 4,5% di fronte a un già non esaltante 25% generale. Secondo l’Aran (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni – ndIMC) nel 2030 un lavoratore che andrà in pensione con il tasso di sostituzione del 64,5%, se avesse sottoscritto la propria adesione a un fondo pensione andrebbe con una pensione dell’8,3% più alta.

Quali sono i nodi da sciogliere? Prima di tutto occorre avviare specifiche campagne informative. Va poi rapidamente completata la gamma di offerta. Espero del settore scuola, operativo già dal 2005, contava su 98.419 iscritti al 30 aprile 2013 con un tasso di adesione dell’8,19% e aveva una massa di circa 515 milioni di euro. Più recente la costituzione di Perseo (fine 2010) e Sirio (settembre 2011). Perseo, rivolto ai dipendenti di Regioni, Autonomie Locali e Sanità, è in fase di raccolta delle iscrizioni. È in corso anche la campagna adesioni di Sirio, dei dipendenti di Ministeri, Enti Pubblici non Economici, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Enac e Cnel. Possono poi aderire anche i dipendenti dell’Agenzia del Demanio e potranno partecipare anche i dipendenti del comparto Università e ricerca. Con la costituzione di Perseo e Sirio, si è completata l’offerta complementare destinata al personale pubblico contrattualizzato. Questi due fondi, insieme Espero, rappresentano la quasi totalità dei dipendenti in regime di diritto privato.

Intanto spicca l’iniziativa di un’associazione rappresentativa dell’Arma dei carabinieri che ha presentato richiesta di autorizzazione all’esercizio del fondo Fo.na.pe.c.. Come soluzioni non di comparto sempre a carattere negoziale, ma su base territoriale, vanno citati poi Fopadiva per i dipendenti della Valle d’Aosta e Laborfonds, per i dipendenti del Trentino Alto Adige.

Altro tema molto delicato è poi la non ancora avvenuta equiparazione dei fondi pensione del pubblico impiego alla disciplina di cui al decreto 252/2005. Con particolare riferimento a temi quali le agevolazioni fiscali, le anticipazioni, il silenzio assenso. Il tutto si aggiunge ad una complessità già intrinseca connaturata al rapporto di lavoro come per esempio per gli assunti ante 2000 la presenza del tfs e non del tfr, entrambi accantonati virtualmente presso la gestione ex Inpdap. Con riferimento alla componente virtuale che confluisce nei fondi del pubblico impiego, questa va remunerata in base a un tasso di rendimento inizialmente pari alla media dei rendimenti netti di un paniere di fondi pensione. Una volta consolidata la struttura finanziaria dei fondi destinati ai pubblici dipendenti si applicherà il rendimento effettivo realizzato dai fondi stessi. Forti limitazioni poi sussistono per la componente virtuale in termini di portabilità della posizione individuale.

Autore: Carlo Giuro – Milano Finanza (Estratto articolo originale)

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