Opinione della Settimana

Il Leone punta a tornare al vertice in Europa

Il Ceo: «Risultati possibili grazie anche al supporto che non è mai mancato di consiglieri e azionisti»

Generali - Leone alato ImcLa rivoluzione Greco si realizza in un clima economico che resta difficile in Europa anche se il top manager vede «segnali di ripresa non solo nell’economia in generale ma anche nel business assicurativo». Le Generali puntano a tornare leader nel top-ranking europeo dopo un anno «di trasformazione profonda». Il focus sulle polizze, l’addio ai salotti buoni, l’alta frequenza del piano di dismissioni che dovrebbe culminare nella cessione della svizzera Bsi, il focus su mercati (Asia, Cina, Sud America) ad alta intensità di crescita oltre all’Europa core: questi i fattori alla base del cambiamento. Per la prima volta dopo anni il risultato netto «deriva interamente dalla gestione e non è influenzato da partite straordinarie». Il gruppo triestino, anche nel 2014, punta a ad accelerare nella realizzazione del piano strategico: «I risultati 2013 ci danno fiducia in cosa fare. Prevediamo di migliorare ancora il risultato operativo e l’utile netto». Greco sottolinea il clima di fiducia nel management: «Questi risultati sono stati possibili grazie al lavoro che è stato fatto nel board e al supporto che non è mai mancato da parte di consiglieri e degli azionisti». Il Ceo ha posto molto l’accento sulla crescita della generazione di cassa a 2,1 miliardi che rientrava negli obiettivi al 2015. Un fattore di tranquillità anche in vista del pagamento a dicembre della seconda tranche di 1,23 miliardi prevista dall’accordo con il gruppo ceco Ppf per l’acquisto delle sue quote nella joint venture nel Centro-Est Europa: «Non è un problema», ha detto il Ceo, consapevole che nuove risorse potranno venire anche da altre cessioni.

Il raddoppio del dividendo è un messaggio concreto agli azionisti. Un segno che il top manager comincia a incassare risultati: le previsioni di miglioramento di risultato operativo e utile netto sono in linea con un piano «che mira ad aumentare progressivamente la redditività per i soci». Le Generali restano un baluardo del Sistema Paese ma con l’attenuarsi del rischio spread cala anche, come emerge dalle slide della presentazione dei conti, il calo ancora più evidente (-6%) dell’esposizione al titoli di Stato italiani scesi dagli 58,5 miliardi a fine 2012 agli attuali 54,8 miliardi: «L’Italia è un grande Paese all’interno dell’Unione Europea e una delle più grande economie del mondo. Ora è arrivato il momento di agganciare il treno della ripresa che è già partito. L’Italia deve tornare a svolgere il suo ruolo politico, industriale e finanziario nel mondo». Il ritorno al business tradizionale si coniuga con il piano di dismissioni dalle partecipazioni non strategiche: «Con questi risultati credo che cominciamo a ristabilire una fiducia e un valore che comincia ad avvicinarsi a quello che ci meritiamo». Nel 2013 è stato generato un ritorno complessivo per gli azionisti del 26% mentre il gruppo ha già raggiunto il 60% dei suoi obiettivi e continuerà a dismettere altri asset. Finora sono stati ceduti asset non core per 2,4 miliardi di euro e acquisizioni di minorities in aree strategiche per 1,5 miliardi. Gli analisti hanno chiesto lumi su possibili mutamenti nel parterre dei soci considerato che Mediobanca dovrà scendere dal 13 al 10% e in attesa di sistemazione c’è anche un 4,5% passato da Bankitalia al Fondo Strategico (Cdp). «Le decisioni che gli azionisti prenderanno sono una conseguenza dei risultati e non dobbiamo interessarcene troppo», ha detto Greco.

Autore: Piercarlo Fiumanò – Il Piccolo

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