Opinione della Settimana

Sanità, Emilia Romagna: «Polizze troppo costose, escludiamo le compagnie»

La Regione pronta a tagliare i costi sostenuti per fronteggiare il rischio sanitario Asl e ospedali passeranno all’autoassicurazione. Saltari (Asl Ferrara): risparmieremo

Emilia Romagna - Sede Regione (2) ImcIn tempi di risparmi obbligati e di spending review, le forbici della Regione affilano le lame per tagliare i costi assicurativi. Da qualche anno il tema è sotto la lente di ingrandimento degli uffici amministrativi della Regione e il sentiero da battere è già stato tracciato: assumere in proprio la gestione del rischio assicurativo condensato nelle polizze stipulate con società specializzate nella copertura di danni da errore sanitario e relativi risarcimenti. Una voce di spesa che grava per circa 40 milioni di euro l’anno sul servizio sanitario regionale a fronte di esborsi reali che non superano i 6-7 milioni. Fatti due conti la Regione ha deciso di sperimentare la formula dell’autoassicurazione per cui, a regime, saranno le aziende sanitarie e l’ente di viale Aldo Moro a sostenere i costi dei risarcimenti. La competenza per i danni inferiori a 250mila euro (nel 2012 il limite era stato fissato a 100mila) spetterà all’azienda sanitaria, da questo limite in su la copertura dovrà essere sostenuta dalla Regione. Il nuovo sistema è già stato sperimentato in almeno tre aziende sanitarie: il S. Orsola di Bologna, l’azienda ospedaliera di Reggio Emilia e l’Asl – ora unificata – della Romagna. «Man mano che i contratti assicurativi esauriranno la loro efficacia subentreranno aziende sanitarie e Regione – conferma il direttore generale del S. Anna, Gabriele Rinaldi – un percorso che in futuro seguiremo anche noi. La linea d’orizzonte, al momento, è la data di scadenza del contratto assicurativo in essere».

Da circa tre anni il sistema è stato adottato in Toscana, che ha creato un fondo proprio destinato alla copertura di questo tipo di rischio. L’Asl di Ferrara sta espletando una nuova gara per le compagnie private seguendo di fatto il vecchio sistema, con franchigie a carico delle aziende e intervento delle compagnie a partire da importi relativamente contenuti.

«Facciamo parte del secondo gruppo – spiega il direttore generale, Paolo Saltari – ma anche noi ci adegueremo alla nuova modalità. Se risparmieremo? Esistono studi abbastanza dettagliati in materia: anche il nostro bilancio ne trarrà un beneficio». L’attuale sistema di fatto premia in modo molto generoso le compagnie private.

Nel 2011, ha ricordato qualche tempo fa la stessa Regione, il Servizio sanitario dell’Emilia Romagna ha speso complessivamente, per le assicurazioni, 48 milioni di euro a fronte di risarcimenti effettivi pagati dalle compagnie per circa 3 milioni di euro. In sei anni, dal 2006 al 2011, la spesa per questa voce è stata pari a 260 milioni di euro mentre le somme effettivamente liquidate dalle società assicurative sono state pari a circa 40 milioni.

Fonte: La Nuova Ferrara (Articolo originale)

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