Bankitalia sugli investimenti finanziari del primo trimestre. Balzo di quasi il 300 percento in un anno per il ramo vita. Gli operatori: «Il crollo dei tassi e le imposte sul mattone spingono a cercare più rendimenti»
Meno azioni e Buoni del Tesoro, più polizze e fondi comuni d’investimento. Questa è la fotografia di come gli italiani investono i risparmi, scattata da Banca d’Italia nel supplemento al Bollettino statistico sui conti finanziari. Tra gennaio e marzo i risparmi delle famiglie si sono spostati soprattutto sui fondi comuni per 16,46 miliardi di euro (+10% rispetto al primo trimestre del 2013, ma che erano reduci da un quarto trimestre 2013 negativo) ma anche sulle polizze vita e i fondi pensione (+291% rispetto allo stesso periodo 2013) a oltre 12 miliardi. Viceversa gli italiani hanno deciso di disinvestire dai titoli azionari del loro paese (-7 miliardi), dai titoli di stato domestici (-7,82 miliardi) e anche dai bond bancari, che nel trimestre hanno registrato 16,8 miliardi di deflussi. «Con i tassi d’interesse vicini allo zero – spiega Giovanni Landi, senior partner di Anthilia Capital Partners – il rendimento dei Btp che da sempre catalizza la grossa fetta del risparmio tricolore è stato dirottato dagli intermediari su prodotti come i fondi flessibili o a cedola fissa che assomigliano alle obbligazioni. Le polizze godono di un regime fiscale più favorevole rispetto ai fondi, quindi anche in futuro potrebbero beneficiarne. Resta che in momenti d’incertezza come questo, diversificare gli investimenti è sempre più importante».
Va detto però che l’apprezzamento dei corsi dei titoli di stato italiani a medio-lungo termine ha fatto salire a 193 miliardi dai 159 miliardi dello stesso periodo 2013, l’ammontare dei Btp in mano alle famiglie. Secondo alcuni esperti il Btp è infatti destinato a tornare in auge, anche perché è l’unico investimento a non essere stato toccato dalla nuova legge sulle aliquote finanziarie, in vigore dal 1° luglio. «Se è vero che l’italiano non è abituato a uno contesto di tassi e rendimenti bassi – osserva Mario Spreafico, direttore degli investimenti di Schroders – è anche vero che se il Btp è tassato al 12,5% e i fondi al 26%, nel medio termine mi aspetto che i bond tricolori tornino a essere lo strumento principale che catalizza i risparmi». Di diverso avviso altri esperti di settore. «Da una ricerca condotta dal nostro osservatorio insieme a Gfk Eurisko è emerso che negli ultimi 18-24 mesi gli italiani sono sempre meno inclini a investire in immobili e sempre più favorevoli agli investimenti finanziari – spiega Pierluigi Giverso, direttore marketing di Anima –. In quest’ottica, le famiglie hanno cercato di diversificare i risparmi finanziari da sempre concentrati sui titoli di stato. Per questo, salvo turbolenze del mercato, stimiamo che anche in futuro i fondi attrarranno l’interesse dei risparmiatori, anche perché i fondi obbligazionari godono dello stesso regime di tassazione rispetto ai bond su cui investono». Qualcuno fa notare però che spesso gli investimenti degli italiani non rispondono a logiche razionali di mercato. «Purtroppo il risparmio delle famiglie è eterodiretto da reti commerciali che si muovono sempre con molta lentezza rispetto all’andamento dei mercati – osserva Carlo Gentili, fondatore e socio di Nextam Partners – e di solito quando anche i piccoli investitori si spostano su un determinato tipo di prodotto, quel prodotto sul mercato inizia a essere soggetto ai realizzi da parte dei grandi fondi internazionali».
Autore: Sara Bennewitz – La Repubblica



