(Autore: Gaia Giorgio Fedi – Plus24)
Tra i risparmiatori prevale ancora un atteggiamento orientato al breve termine
Pianificare per tempo il proprio futuro finanziario. Per integrare la pensione, visto che gli interventi sul sistema previdenziale hanno continuato a erodere il tasso di sostituzione, il rapporto cioè tra la prima annualità di pensione attesa e l’ultimo anno di retribuzione. Ma anche per garantire un gruzzolo per il futuro dei figli, o mettere da parte risorse per sostenere spese mediche future non coperte dal sistema sanitario nazionale. «È ragionevole pensare che in questa situazione macroeconomica, le risorse dello stato per la copertura dei supporti previdenziali e per le cure mediche non cresceranno; anzi, se vogliamo essere realisti è prevedibile che si contraggano, mentre aumenta la longevità della popolazione», commenta Andrea Viganò, country head di BlackRock in Italia. Purtroppo, la pianificazione non fa parte del patrimonio culturale italiano Anche se, sottolinea Viganò, «gli italiani hanno una forte propensione al risparmio, che è una parte importante del processo di pianificazione». Il problema è una sorta di «sindrome del materasso»: uno dei comportamenti tipici dei risparmiatori, soprattutto in fasi di mercato complesse, è quello di tenere i soldi sul conto corrente, o comunque investirli in attività a brevissimo termine. «Per capire l’approccio al proprio futuro degli investitori italiani – spiega Viganò – a partire dal 2012 abbiamo condotto una ricerca a livello europeo, nota come Investor Pulse Survey, che in Italia ha coinvolto 2mila famiglie. Il sondaggio nel 2013 ha rilevato che il 66% degli intervistati pensa di mantenere o incrementare la propria posizione in liquidità nei prossimi 12 mesi. Liquidità che attualmente è al 44% degli investimenti, un record assoluto nel panorama internazionale». Un’altra scelta tipica dei risparmiatori è investire in titoli di Stato. «Ma con le politiche fortemente espansive messe in atto dalle banche centrali, i rendimenti del reddito fisso sono ai minimi storici. Oggi però il BTp decennale rende solo il 2,3%, e tenerlo in portafoglio comporta anche un rischio in caso di innalzamento dei tassi».
Quindi le due scelte tipiche degli italiani – tenere da parte molto cash e investire in debito sovrano – non sono oggi una mossa previdente. «Occorre avviare un piano finanziario più chiaro – sottolinea Viganò – dove una quota parte del patrimonio di famiglia venga destinata alla copertura di determinati obiettivi finanziari. Molti degli errori più comuni negli investimenti sono infatti dovuti all’assenza di pianificazione». La ricetta suggerita dal capo di BlackRock in Italia è quindi di investire sui mercati, «perché è lì che, nel lungo termine, è possibile ottenere rendimenti; ma di non cercare il market timing». Un’altra raccomandazione è di «allocare il proprio patrimonio secondo obiettivi molto chiari: ovviamente molto dipende dalla risorse di famiglia, ma se si ha la possibilità è bene esporsi su veicoli diversi per perseguire differenti obiettivi». Cioè, usare approcci d’investimento differenti e diversificati in termini di strategie e strumenti finanziari per raggiungere obiettivi come l’integrazione della pensione, la costruzione delle risorse per il futuro dei figli, eccetera. «E ovviamente, diversificare».
La necessità di integrare la pensione è una delle esigenze più sentite: nel sondaggio già citato, è emerso il desiderio di avere, in media, una pensione di 32.749 euro l’anno. «Ma secondo il sondaggio gli italiani ritengono di dover mettere da parte circa 77mila euro per raggiungere un simile obiettivo, ma ne servirebbero molti di più», aggiunge Viganò. Quanto alla ricetta per pianificare finanziariamente la propria vecchiaia, il top manager argomenta: «Se la speranza è avere i 32mila euro garantiti, si potrebbero investire due terzi del patrimonio in un fondo pensione, che resta un po’ più conveniente dal punto di vista fiscale nonostante l’innalzamento dell’aliquota e un terzo in un portafoglio finanziario (azioni e obbligazioni, fondi comuni o Etf)». Viganò non si sente di consigliare, salvo eccezioni, l’investimento in singoli strumenti azionari o obbligazionari. «Meglio investire in un giardinetto di Etf messi su un conto titoli – magari cercando anche soluzioni di advisory per gestire questo giardinetto – o forme di gestione di prodotti finanziari, come le gestioni patrimoniali, le gestioni assicurative, i fondi comuni o i fondi di fondi».





