Opinione della Settimana

Maxi-dividendi della Cassa dottori commercialisti: agli iscritti vanno 77 milioni

Cassa ragionieri Imc

(di Alessandro Galimberti – Quotidiano del Fisco)

L’assemblea dei delegati della Cassa di previdenza dei dottori commercialisti si è svolta ieri a Bari nel segno dell’unità di intenti. Nel pomeriggio i 150 professionisti arrivati da tutt’Italia hanno approvato senza voti contrari – solo una manciata gli astenuti – due delibere di semplificazione regolamentare e – non meno importante – di distribuzione dei sovrarendimenti. Delibere che, dopo il veloce e indolore passaggio assembleare, sono ora attese al vaglio dei due ministeri vigilanti sulle previdenze di categoria, il Mef e il Lavoro.

La semplificazione regolamentare passa attraverso la recutio ad unum dei sette testi che finora sovraintendevano alla materie della previdenza/contribuzione, dell’assistenza, dei ricorsi, della società tra professionisti e degli eventi calamitosi . Dai sette regolamenti – e 131 articoli relativi – si migrerà a un solo testo unico della previdenza dei commercialisti, con il dimezzamento e oltre dell’inchiostro – ora gli articoli scenderanno a 61. Per poter beneficiare della notevole semplificazione bisognerà ora solo attendere il via libera dell’Economia e del Lavoro, verosimilmente poco più di una – comunque necessaria – formalità.

Di contenuto più spiccatamente finanziario invece la seconda delibera approvata a schiacciante maggioranza – e senza voti contrari – dai 150 delegati in Puglia. Si tratta della destinazione delle riserve iscritte a bilancio come extra-rendimenti. vale a dire il surplus della gestione finanziaria calcolato nel quinquennio mobile. Le normative regolamentari ministeriali non consentono infatti di accantonare e di gestire il delta differenziale oltre a un determinato tetto, imponendo al superamento l’imputazione nelle singole posizioni previdenziali.

L’operazione, dal punto di vista sostanziale, ha comportato la smobilitazione di 77 milioni di euro – della riserva denominata appunto “extrarendimenti” – finiti a dividendo sulle posizioni (alias «montanti») dei sessantamila iscritti alla Cassa dei dottori commercialisti. La misura, se approvata dai ministeri, consentirà di riconoscere per l’anno 2015 un maggior incremento (mediamente del 2,81%) del tasso di capitalizzazione dei contributi versati da aggiungere al tasso che per il 2015 – stante l’andamento del Pil – dovrebbe essere sempre dell’1,5%.

Il presidente della Cassa di previdenza dei dottori commercialisti, Renzo Guffanti, ha espresso a margine soddisfazione per l’esito della votazione. «Voglio sottolineare l’ottimo lavoro svolto – ha detto – che, per usare una metafora, permetterà ai nostri iscritti di trovare nel testo unico una stella polare delle prestazioni».

Questa mattina, alla tavola rotonda «Aggiungere valore alla professione per aggiungere valore al paese», sono attesi tra gli altri il presidente della V Commissione della Camera, Francesco Boccia, e il collega Lello Di Gioia, della Commissione vigilante sugli enti gestori.

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