La decisione è maturata a seguito della verifica attraverso audit interno su tutto il portafoglio polizze. Il gruppo attivo nel settore ambiente ha inoltre affidato a Deloitte Forensic l’analisi dell’intero portafoglio assicurativo attuale ed il monitoraggio di quello futuro
Il CdA del Gruppo Waste Italia (già Kinexia), attivo nel settore dell’ambiente, a seguito dei comunicati IVASS dello scorso mese di luglio nel quale l’Istituto avvisava della commercializzazione nel nostro Paese di polizze fideiussorie contraffatte emesse da compagnie non più operanti in Italia o inesistenti, ha provveduto a verificare attraverso audit interno e attraverso il proprio responsabile della security la validità di tutti i contratti assicurativi esistenti nel Gruppo.
Waste Italia segnala infatti come fosse emersa la presenza di una delle polizze fideiussorie emesse da una delle compagnie citate nei comunicati IVASS e fornita al Gruppo dal proprio broker. La società aveva provveduto all’immediata sostituzione della polizza e contestualmente, aveva sporto denuncia per truffa alla procura competente. Nel corso degli ultimi mese, gli organi interni preposti al controllo hanno quindi analizzato l’intero processo “che aveva esposto la società a un danno economico e di immagine”, individuando una responsabilità – quantomeno in termini di “culpa in vigilando” – del proprio broker assicurativo “che non aveva evidentemente posto la dovuta attenzione all’analisi della compagnia in questione”.
Una volta concluse le indagini interne, il Gruppo ha quindi deciso, nella giornata di ieri, di revocare il rapporto fiduciario con il broker in questione e di affidare a Willis Italia l’intera gestione del portafoglio assicurativo e delle polizze fideiussorie per il prossimo anno. Allo stesso tempo – “al fine di svolgere una attività più approfondita sulle polizze attualmente rilasciate a garanzia degli impegni societari” – il CdA di Waste Italia ha deciso di affidare a Deloitte Forensic l’analisi dell’intero portafoglio assicurativo attuale ed il monitoraggio di quello futuro, “per scongiurare che casi del genere, puntualmente segnalati alla autorità giudiziaria, possano verificarsi ancora”. Il Gruppo “non esiterà a presentare ulteriori denunce nell’eventualità che l’audit affidato a Deloitte dovesse far emergere elementi di sospetto su ipotesi analoghe”.
“Il fenomeno delle polizze fasulle o incapienti – ha commentato Pietro Colucci, presidente e amministratore delegato del Gruppo Waste Italia – è purtroppo dilagante in ogni settore della Pubblica Amministrazione Italiana in relazione alla impossibilità delle compagnie primarie nazionali ed estere di rilasciare polizze fidejussorie stante le clausole amministrative capestro oggi previste nei bandi, nelle norme e nei regolamenti sia nazionali che regionali. Occorre che le aziende siano estremamente vigili nell’evitare di incorrere nelle fattispecie di cui sopra, ma allo stesso tempo che il legislatore si faccia carico di una semplificazione degli aspetti amministrativi che mettano in condizioni gli operatori qualificati di competere sui mercati assicurativi e fornire servizi alle imprese. La combinazione di queste azioni avrebbe in primis l’effetto di spazzare via totalmente una area grigia di illegalità e di ‘furberie’ che appare assai diffusa”.
Intermedia Channel




