Opinione della Settimana

Anche la previdenza in cerca di «sintesi»

Assicurazioni - Reclami - Generico (2) Imc

(di Antonio Criscione – Plus24)

Intervista a Germana Martano, Direttore Generale Anasf

Quali sono i vantaggi del formato Kid?

I vantaggi del Kid sono numerosi e sono pensati per garantire una comunicazione chiara e facilmente comprensibile, che consenta ai risparmiatori di assumere delle scelte di investimento informate e consapevoli. Altra caratteristica fondamentale è la standardizzazione. Il Kid è formato da una sequenza predefinita di sezioni, che spiegano le caratteristiche principali del prodotto e presentano i potenziali rendimenti, i rischi, i costi e il periodo di tempo minimo per cui è previsto che il cliente mantenga l’investimento. Proprio questa standardizzazione consente ai risparmiatori di familiarizzare con i vari prodotti e di confrontare le varie proposte di investimento. Inoltre, tutte queste caratteristiche fanno del Kid uno strumento di lavoro particolarmente utile per i consulenti finanziari.

Si tratta di un formato sufficiente per il cliente retail?

Guardando nello specifico ai contenuti e al formato del Kid, alle istituzioni dell’Unione europea va riconosciuto il merito di aver dato voce a tutte gli attori del mercato: investitori, società di gestione, intermediari e consulenti finanziari. Negli ultimi mesi le autorità europee hanno infatti tenuto un ciclo di consultazioni pubbliche per definire sia gli aspetti tecnici del Kid (ad esempio, l’indicatore che sintetizza i rischi del prodotto e gli scenari per presentare i potenziali rendimenti), sia le modalità di redazione e presentazione alla clientela. Anche Anasf ha dato il proprio contributo, basandosi sull’esperienza che nel corso degli anni i promotori e i consulenti finanziari hanno maturato nei loro rapporti con il pubblico dei risparmiatori.

Ci sono impedimenti tecnici per un Kid unico per tutti i prodotti finanziari?

Il regolatore europeo ha previsto che il Kid sia disponibile per una vasta gamma di prodotti: fondi comuni, derivati, prodotti strutturati e cartolarizzati, polizze assicurative a contenuto finanziario. Per i fondi comuni di tipo Ucits, il Kid sarà richiesto, non a partire dal prossimo anno come per tutti gli altri prodotti, ma dal 2020, perché per questi prodotti è già prevista la consegna ai risparmiatori di un apposito documento informativo (il Kiid – Key Investor Information Document, ndIMC). Il Kid non riguarda, inoltre, i fondi pensione, eppure uno degli aspetti più importanti dell’attività dei consulenti finanziari consiste nella capacità di interpretare correttamente tutti i bisogni del risparmiatori e, dunque, anche le esigenze che possono essere legate alla previdenza complementare. Rivestono allora un ruolo particolare le nuove regole recentemente poste in consultazione dalla Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, per garantire che anche nell’ambito della previdenza complementare sia disponibile un documento con le informazioni chiave per i risparmiatori. Anasf ha partecipato anche a questo ciclo di consultazioni, confermando le necessità legate alla parità di regole tra operatori e a un’informativa completa e trasparente per la clientela.

Come valuta l’esperienza fin qui maturata?

Tutte le iniziative pensate per favorire una maggiore trasparenza nell’informativa destinata alla clientela sono apprezzabili, perché contribuiscono a rafforzare la fiducia dei risparmiatori. La nostra associazione ha da tempo fatto propria questa istanza, come dimostrato dall’adozione, nel 2005, della Carta dei diritti dei risparmiatori. La condivisione delle proposte è un ingrediente essenziale. Un altro elemento necessario è la presenza di regole armonizzate, nell’interesse sia degli operatori che dei risparmiatori.

Quale tipo di avvertimento date come professionisti per l’elaborazione di questi documenti?

La sfida sta nel definire un documento comprensibile ai risparmiatori, che riesca a coniugare semplicità e completezza. L’obiettivo è garantire che il cliente sappia distinguere correttamente i vari tipi di prodotto. Bisognerà pertanto prestare particolare attenzione alla sezione del Kid in cui ciascun prodotto di investimento viene definito specificandone gli obiettivi, l’orizzonte temporale e, soprattutto, il tipo di investitore retail a cui è destinato.

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