
La raccolta premi del gruppo assicurativo francese sale dello 0,9% a 13,745 miliardi di Euro, con andamenti positivi in tutte le linee di attività. Forte balzo per utile operativo (+26% a 163 milioni) e utile netto, che sale del 43% a 368 milioni incorporando anche l’effetto delle dimissioni in Veolia e Mediobanca. Leggero peggioramento per il combined ratio (+0,2 p.p. a 99,2%): la discesa del’indicatore nel mercato domestico francese non ha compensato il deterioramento sui mercati internazionali (tra i quali, come evidenziato nell’articolo pubblicati ieri, spicca tuttavia il miglioramento in Italia). Decisamente solido (263%) il margine di solvibilità secondo i criteri di Solvency II
Il Consiglio di Amministrazione di Groupama ha approvato lo scorso 16 marzo il bilancio aggregato 2015 di Gruppo e il bilancio consolidato di fine esercizio della capogruppo Groupama SA.
La raccolta premi complessiva di Gruppo ha registrato un aumento dello 0,9% (a perimetro omogeneo) a 13,7 miliardi di Euro, con andamenti positivi per tutte le linee di attività. Nel comparto Danni, Groupama ha incrementato i volumi dello 0,8% a 7,1 miliardi grazie ad una selettiva politica di sottoscrizione e ad una mirata ristrutturazione in ambito tariffario. Nei rami Vita e Salute, la raccolta ha segnato un progresso dell’1,1% a 6,3 miliardi con una forte crescita nel segmento delle assicurazioni salute sia nel mercato francese che a livello internazionale. Dopo diversi anni di diminuzione dei volumi si è inoltre stabilizzata la raccolta dei prodotti di risparmio e pensionistici.
In deciso aumento l’utile operativo (+26% a 163 milioni), nonostante l’impatto del perdurante scenario di bassi tassi di interesse ed i cambiamenti legislativi intervenuti in Turchia per quanto riguarda la Rc Auto. Quest’ultimo aspetto ha avuto effetti diretti sul combined ratio delle divisioni internazionali del Gruppo, salito di tre punti percentuali a 104,4% soprattutto per il deterioramento dell’indicatore proprio in Turchia (+5,7 p.p.). Molto positivo ed in controtendenza, come rilevato nell’articolo pubblicato ieri, il dato italiano: -2,5 p.p. a 95,7%. In considerazione del peggioramento a livello internazionale, anche il combined ratio globale è salito leggermente (+0,2 p.p.) a 99,2%, pur beneficiando del dato sul mercato francese (-0,5 p.p. a 97,9%), dove è diminuito l’impatto sia dei sinistri di grande entità che di quelli legati ai fenomeni atmosferici.
Il Gruppo ha inoltre proseguito nel programma di contenimento dei costi, aumentando allo stesso tempo gli investimenti con un’attenzione particolare verso la digitalizzazione per far fronte ai rapidi cambiamenti tecnologici e nelle aspettative dei clienti. Dall’inizio del 2012, la riduzione complessiva dei costi ha raggiunto i 400 milioni di Euro.
Il risultato netto di Gruppo ha registrato un balzo ancora maggiore rispetto all’utile operativo: +43% a 368 milioni di Euro, dato che incorpora anche una serie di profitti in attività non ricorrenti come le plusvalenze realizzate con le dimissioni in Véolia e Mediobanca.
Decisamente solido, infine, il margine di solvibilità secondo i criteri di Solvency II, che a fine dicembre 2015 era pari a 263%.
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Groupama – Infografica risultati 2015 (in inglese)
Groupama – Presentazione risultati 2015 (in inglese)




