
(di Maurizio Caprino – Il Sole 24 Ore)
Il Senato sta valutando di imporre agli automobilisti il dispositivo, ma non da subito (e non per tutti)
Obbligo per tutti?
Scatola nera obbligatoria per tutti? No, almeno per un buon numero di anni. La notizia che in Senato si sta studiando di inserire un obbligo del genere nel Ddl concorrenza va presa con le molle: solo una direttiva europea potrebbe prevederlo e di certo la scatola nera non è tra le priorità della Ue. Questo non vuol dire che per qualche guidatore considerato a rischio il dispositivo non possa effettivamente essere reso obbligatorio con una legge nazionale, anche perché in Italia gli interessi intorno alla scatola nera sono forti.
La delega
Allo studio del Senato c’è il conferimento al Governo di una delega a fare una norma con valore di legge (decreto legislativo) che riguardi la scatola nera, anche in termini di obbligo. La delega sarebbe aggiunta all’interno del disegno di legge sulla concorrenza, varato dal Governo a febbraio 2015 e ancora nelle secche del dibattito parlamentare, tanto che molti addetti ai lavori si chiedono se arriverà mai in porto. Se anche fosse approvato entro l’anno e comprensivo della delega sulla scatola nera, poi bisognerebbe attendere almeno l’inizio del 2018 per scrivere il decreto legislativo e farlo entrare in vigore.
I dispositivi
Il testo dell’eventuale decreto legislativo non potrà mai contenere un obbligo generalizzato: solo le direttive europee possono stabilire quali sono i dispositivi di cui i veicoli devono essere equipaggiati. Attualmente la Ue ha sì allo studio nuovi obblighi (dopo aver introdotto nell’ultimo decennio dispositivi di sicurezza come Abs, Esp e chiamata soccorsi automatica in caso d’incidente), ma non la scatola nera: si parla piuttosto di sistemi di frenata automatica, allarme in caso di cambio di corsie involontario, cruise control attivo e simili.
Le norme di comportamento
L’esclusiva Ue sulle norme relative all’equipaggiamento lascia comunque qualche margine di manovra agli Stati membri, con un po’ di fantasia bizantina: basta che un obbligo venga imposto sotto forma di norma di comportamento (come fece l’Italia nel 2003 per il giubbino riflettente, che non è obbligatorio tenere a bordo ma va indossato sempre quando si scende dal veicolo su strade extraurbane) o di dotazione specifica per alcuni casi (come ha fatto la Francia con il blocco automatico del mezzo quando il guidatore è ebbro, dispositivo imposto ai recidivi). Per esempio, la scatola nera potrebbe essere imposta a chi ha causato gravi incidenti.
Le compagnie assicurative
La probabilità che l’Italia sfrutti ogni margine concesso dalle norme europee è resa più alta dagli interessi in gioco. Le compagnie assicurative sono molto favorevoli alla scatola nera (anche se da quattro anni si battono perché i relativi costi siano a carico dei clienti che accettano di farsele montare) e questo si salda con il fatto che l’industria italiana del settore è tra le più sviluppate al mondo. Così non appare un caso se due anni fa l’Italia ha stabilito il record di due milioni di scatole nere montate su veicoli circolanti.




