Opinione della Settimana

Private banking e strumenti assicurativi, soluzioni ibride al test della volatilità di Borsa

Assicurazione prestiti - Protezione - Scudo Fiscale Imc(di Federica Pezzatti – Il Sole 24 Ore Rapporti24 Impresa)

L’offerta dei gruppi bancari si sta orientando sempre più sulle soluzioni multiramo

L’inversione di tendenza in atto nel settore delle polizze finanziarie si sta percependo con tutta la sua intensità anche nel private banking. In un contesto in cui le polizze rivestono ancora un importante ruolo nell’offerta dei consulenti i ritmi calano: secondo i dati Ania il canale della promozione finanziaria nei primi quattro mesi dell’anno ha raggiunto un volume pari a 4,4 miliardi, in diminuzione del 32,1% rispetto a quanto collocato nell’analogo periodo del 2015. Cambia anche il tipo di prodotto offerto: se negli scorsi anni si era puntato anche sul ramo III (polizze unit linked a rischio aperto per il cliente) i nuovi premi di ramo I nei primi quattro mesi del 2016 sono stati pari a 2,3 miliardi (il 71,8% in più rispetto all’analogo periodo del 2015). Si gioca in difesa con le polizze rivalutabili che non espongono alla volatilità dei mercati. L’incertezza ha infatti frenato l’offerta di polizze unit linked, che secondo i dati Ania da gennaio ad aprile hanno raccolto il 43% in meno rispetto all’analogo periodo del 2015 a fronte di una produzione in contrazione del 10% circa.

Un fenomeno che stona con l’esigenza dell’industria assicurativa di proporre prodotti con minore assorbimento di capitale rispetto alle polizze tradizionali.

In un mercato alla ricerca di soluzioni innovative per affrontare il nuovo paradigma dei tassi, aumentano i gruppi che si orientano verso le polizze multiramo, che associano cioè il ramo I (rischio a carico delle compagnie) al ramo III (rischio a carico del cliente). Un mix che ha sollevato anche qualche perplessità da parte dell’Ivass, l’Authority di settore, che ha richiamato le compagnie a una corretta esposizione dei rischi connessi a questi strumenti venduti spesso senza evidenziare le loro peculiariarità, i rischi potenziali, i costi insiti in queste offerte.

Tuttavia aumenta chi sceglie le formule ibride. Va in questa direzione il gruppo Unicredit, forte della sua joint venture con Allianz (Creditras), dove continuano ad avere un ruolo predominante nell’offerta le polizze unit linked, anche se la volatilità dei mercati ha fatto registrare nuovamente una certa domanda anche su polizze di Ramo I. Nella produzione private del gruppo Unicredit le polizze di Ramo I rappresentavano circa il 14%, nel 2016 i volumi totali sono in linea con il 2015 tuttavia il mix è leggermente più prudente con un incremento delle Ramo I del 20%. Il peso complessivo del Private Insurance sugli attivi dei clienti Unicredit è di poco inferiore al 20%, anche se con posizioni diverse. Le soluzioni che puntano su più rami possono orientare meglio la consulenza ai clienti. «Questi capiscono che con tassi zero e negativi non ci sono grandi speranze per la rivalutazione del patrimonio nel tempo e che dunque bisogna accettare un maggiore rischio per avere i rendimenti del passato – spiega Renato Miraglia, responsabile investments products & advisory di Unicredit – ma la forte volatilità registrata dai listini azionari da inizio anno ha ulteriormente rimandato l’appuntamento con i cosiddetti risky asset. Certo bisogna fare i conti con i mercati che in questo momento dissuadono dal prendere particolari rischi, ma questa massa di denaro gestita in maniera molto tranquilla ed infruttifera andrà riconvertita nel tempo in qualcosa di diverso. La polizza ha per natura un orizzonte temporale più lungo e una funzione di pianificazione più marcata (con la possibilità di scelta di beneficiari diversi), facilita le decisioni di allocazione più bilanciate e più orientate ai risky asset».

Anche per rispondere a queste esigenze, a fine maggio è stata ridisegnata la polizza multiramo Portfolio Protection Stars con l’inserimento di nuovi fondi interni assicurativi flessibili. In primis Patrimonio Stars, un fondo flessibile con l’obiettivo di preservare l’investimento in una prima fase di vita del prodotto e andare poi ad investire progressivamente nei mercati mantenendo comunque un importante controllo del rischio (approccio a VaR crescente). «Nell’attuale contesto di volatilità hanno una particolare efficacia le strategie di entrata graduale sul mercato, con un accesso in più riprese alle classi di attivo con maggior potenziale di rendimento. Meglio ancora se fatto in modo flessibile», spiega Miraglia.

Con Portfolio Protection Stars il cliente può scegliere di abbinare ad una componente a Gestione Separata (con un minimo del 30% e un massimo del 50%) uno o più fondi interni assicurativi, tra i sette fondi interni disponibili, e di cambiare nel tempo le scelte. Anche per questo motivo la gamma di fondi interni è stata arricchita, anche con l’Absolute Return Stars, un fondo con approccio flessibile e multi-strategy orientato alla generazione di un rendimento assoluto positivo nel medio-lungo termine. Quanto al peso dei costi, altra criticità di questo settore, Miraglia spiega come in realtà il costo del prodotto salga circa dello 0,3-0,4% rispetto a una gestione non assicurati, mentre i costi di ingresso per importi rilevanti, investiti nel prodotto, vengono trattati direttamente con il cliente.

Anche nel gruppo Credem si sta progettando il lancio di soluzioni multiramo «che ora – come spiega Carlo Menozzi, direttore generale di Credemvitasono già costruite artigianalmente dai nostri private banker in una logica tailor made». Nel 2015, sulla produzione netta complessiva del canale Private di Credem, l’assicurativo ha pesato per il 27% e a fine 2015 l’assicurativo sugli stock era pari a al 9% circa.

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