Opinione della Settimana

Private banking, per chi vuole sicurezza non c’è che la polizza

Polizza - Coperture assicurative Imc

(di Federica Pezzatti – Il Sole 24 Ore Rapporti24 Impresa)

Uno strumento per rispondere ai bisogni dei clienti

Il futuro dei possessori di grandi patrimoni è segnato. Nell’era dei tassi a zero, che pare durerà parecchio, ci vuole più pepe in portafoglio e questo significa più rischio. In questo 2016 disturbato da numerosi fattori di turbolenza per alcuni gruppi questo paradigma viene realizzato con l’aiuto del prodotto assicurativo che per sua natura ben funziona in alcuni contesti particolari come il passaggio generazionale. Tra chi crede con decisione a questo strumento c’è Banca Generali, che da oltre due anni è partita con la multiramo Stile libero. I numeri parlano chiaro: sui 43 miliardi di masse gestite Stile libero ha raggiunto in 27 mesi 5 miliardi di stock gestito. Nel caso di Banca Generali va detto che le polizze di ramo I (con garanzia di capitale e per i vecchi prodotti anche di rivalutazione) ricoprono circa 10-12 miliardi di euro partendo da posizioni favorevoli negli anni addietro.

«Stile libero è stata concepita come contenitore di consulenza che riesce, anche in fasi turbolente, a raggiungere il suo obiettivo, ossia dare grande flessibilità gestionale in tutti i contesti di mercato e di fronte ai mutati bisogni dei clienti – spiega Andrea Ragaini, vice direttore generale di Banca Generali –. Abbiamo elevato al piano superiore il tema della modalità di investimento e al piano di sotto quello dell’asset mix (mercato e bisogni) rispetto al classico prodotto dove si presentava in primis la scelta dell’asset allocation». Il prodotto offre una componente finanziaria che si associa a servizi molto apprezzati dal target private: come la temporanea caso morte cui si associa anche la copertura misuvalenze e, in un periodo in cui le cedole offerte dai bond sono sempre più avare, viene apprezzata anche la possibilità di poter optare per il decumulo. Quanto alle varianti più utilizzate: sul ramo primo si posiziona circa il 20%-30% degli asset (contrattualmente si può sottoscrivere fino al 30%) il resto è posizionato sui 4 profili di rischio previsti con una netta preponderanza per il profilo medio basso.

Diversa invece la strategia di Banca Mediolanum per intercettare e soddisfare i bisogni dei clienti abituati a operare prevalentemente sul reddito fisso (di cui apprezzavano le cedole). Più che sulle multiramo (che mixano polizze rivalutabili e unit linked) il gruppo sta puntando su polizze di ramo III. «Riteniamo che le polizze di ramo I in futuro deluderanno e inoltre chi le sottoscrive non sempre conosce come sono mutate le nuove formule rispetto alle vecchie versioni che contemplavano ancora tassi tecnici nell’ordine del 3% – spiega Edoardo Fontana Rava, direttore e sviluppo e gestione prodotti di Banca Mediolanum –. Noi facciamo consulenza e il primo elemento di partenza è l’orizzonte temporale del cliente. In un contesto sempre più difficile e complicato il fai da te sta scomparendo e c’è la necessità di affidarsi alla capacità e alla responsabilità dei gestori e ai nostri consulenti finanziari. Gli shock di mercato possono spaventare ma bisogna evitare l’emotività: sul lungo termine grazie alla gestione attiva, alla diversificazione si genera valore, soprattutto se ci si affida a chi approfitta delle crisi per investire in asset sottovalutati».

In questa strategia di gruppo le unit sono uno degli strumenti utilizzati in una logica di diversificazione. È il caso di Mediolanum Più, unit linked a scadenza, costituite da un portafoglio di titoli obbligazionari che tramite la diversificazione ha il duplice l’obiettivo di distribuire una cedola periodica (che dipende dagli stacchi dei titoli sottostanti) e di proteggere il capitale a scadenza. Una parte dei coupon viene mantenuta per garantire in modo più efficace la protezione del capitale e cercare di raggiungere un extra-rendimento a scadenza. Il tema è sì la protezione del capitale ma con l’aggiunta del rendimento.

Il prodotto più utilizzato dal gruppo resta però la piattaforma assicurativa Mylife gestione dinamica personalizzabile, arricchita dalla distribuzione di capitale (per chi ha necessità di ricevere una rendita) e con la possibilità di coprirsi dal caso morte. Esistono anche le versioni «wealth» e «wealth extra», fotemente personalizzabili per portafogli di oltre 1 e 5 milioni di euro.

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