Opinione della Settimana

Gli assicuratori non sono angeli ma ci vorrebbe poco per capirlo

Agenti mediatori Imc

(di Sergio Luciano – ItaliaOggi)

Cosa insegna il calo degli indennizzi per il bus spagnolo

L’indignazione serpeggiata in tutta Europa per il magro indennizzo assicurativo riconosciuto alle famiglie delle ragazze Erasmus morte nell’incidente stradale in Catalogna, oltretutto decurtato per la circostanza che le vittime pare non stessero usando la cintura di sicurezza, è comprensibile ma infondata. E deve far riflettere su uno dei tanti fronti ancora scoperti – non solo in Italia – dalla scarsa educazione finanziaria, che è cattiva consigliera di tanti sia nell’investire (male) i propri risparmi che nel prevenire (male) i propri rischi.

A dispetto delle librerie piene di barzellette acide contro polizze e assicuratori, al momento buono «ci si fida» di loro, dimenticando che le une non sono panacee e gli altri non sono angeli. Le polizze sono prodotti, gli agenti assicurativi sono venditori. Punto.

Giustamente, la presidentessa delle compagnie di assicurazioni italiane, Bianca Maria Farina (coriacea amministratrice delegata di Poste Vita), ha rilevato che in Italia questi indennizzi sarebbero stati ben maggiori. Non ha sprecato l’occasione di ricordare a tutti che se i premi da noi pagati alle nostre compagnie sono salati, più ricchi sono anche i risarcimenti (facciamo sempre i debiti scongiuri). Ma al di là dell’importo minimo del caso spagnolo, neanche 50 mila euro a famiglia – ha dato appunto fastidio il decurtamento per la faccenda delle cinture di sicurezza. Ma, scusate, è ovvio: le cinture riducono decessi e ferite. Non usarle significa rischiare di più, volontariamente. E l’assicurazione non paga l’azzardo. Cinico? Sì, ma lecito.

È questo il genere di polemiche che nasce dalla disinformazione finanziaria. Una polizza è come una scommessa: io cliente scommetto che se mi capiterà un sinistro (pur non augurandomelo!) tu compagnia mi rimborserai con molti più soldi di quelli che ti ho dato e sto dando; e tu compagnia scommetti contro di me, che cioè non mi capiterà nulla, così non dovrai risarcirmi e intascherai come profitto tutti i premi che intanto ti avrò pagato.

In questo senso il mestiere dell’assicuratore sembra l’Eldorado: è l’unico in cui si vende un servizio immateriale intascando il corrispettivo prima ancora di iniziare a erogarlo; ed è anche l’unico mestiere in cui il cliente-medio si augura di non aver mai bisogno del servizio che ha appena pagato!

Però poi i guai capitano. E saper leggere, al momento di firmare, tutte le clausole delle polizze deve diventare un’abitudine e porre al riparo dalle furbate commerciali, dai relativi disinganni e dai comportamenti rischiosi. Un problema di educazione finanziaria… Parente stretto delle nozioni che gli italiani non hanno sul bail-in e sulle obbligazioni bancarie…

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