Opinione della Settimana

Polizze multiramo, come tenere sotto controllo i rischi

Rischio - Gestione (2) Imc

(Fonte: Milano Finanza)

Le polizze multiramo sono sottoposte alla vigilanza Ivass e non Consob. «Ciò comporta una maggiore semplificazione in termini burocratico-amministrativi per ciò che concerne la distribuzione e i prospetti», spiega Roberto Lenzi, avvocato dello studio legale Lenzi e Associati. Sotto un altro profilo, queste polizze negli ultimi due anni hanno visto uno sviluppo crescente anche sotto la spinta commerciale, «finalizzata ad incentivare i distributori a fare riscattare dai clienti, le vecchie polizze di ramo I trasformandole in nuove multiramo, suddivise tra ramo I (gestioni separate, ndr) e ramo III (unit linked ovvero polizze con sottostanti fondi o sicav, ndr), con percentuale stabilita dal cliente ma mai superiore a quanto prefissato dalla compagnia per la ramo I», aggiunge Lenzi. Il quale sottolinea che «i riscatti sono finalizzati a fare fronte alle problematiche connesse a questo settore che presenterà criticità sempre più marcate nel poter garantire le prestazioni quando i vecchi titoli obbligazionari in portafoglio andranno a scadenza, in un contesto di tassi a zero o negativi».

Senza considerare le nuove norme di rafforzamento patrimoniale di Solvency II nelle quali le gestioni separate di ramo I assorbono più capitale rispetto al ramo III e quindi sono sotto questo profilo penalizzanti per la compagnia che le offre. «Con la sottoscrizione di nuovi contratti multiramo la clientela si trova ad avere due unità di conto, una per il ramo III e una per il ramo I, dove quest’ultimo interessa contratti stipulati senza offrire, come i vecchi, un rendimento minimo garantito o offrendo, in rari casi, una percentuale modestissima», nota Lenzi. Infine, il legale evidenzia «il fatto che possono essere proposte come soluzione per eventuali contrasti con l’amministrazione finanziaria in termini di riqualificazione potenziale di polizza, laddove venga, attraverso il ramo I, rafforzato considerevolmente il contenuto previdenziale della polizza rispetto a quello misto, o prevalentemente finanziario, della ramo III. È possibile prevedere che l’amministrazione finanziaria, in sede di contenzioso, possa scorporare la polizza nelle due unità e riqualificando appunto l’unità di conto connessa al ramo III», avverte Lenzi.

Resta però il fatto, che in questa fase di mercato con un grado di incertezza elevato e accompagnato da rendimenti molto bassi, se si cerca un rendimento occorre assumersi in qualche maniera un rischio. «Occorre a mio avviso un approccio efficiente in grado di controllare il rischio anche in ambito unit linked. La copertura degli investimenti caso morte adottata da alcune delle compagnie unit linked distribuite, è un esempio di come mitigare il rischio finanziario, a carico del cliente, spostando gran parte dell’aleatorietà a carico della compagnia», suggerisce Lenzi.

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