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Busettini (Fisac Cgil), Ministero Lavoro e DTL vigilino sul CCNL dipendenti

Dipendenti (2) ImcANIA latitante sul CCNL dipendenti di Agenzia. Tendenza generale a superare la contrattazione collettiva. Settore assicurativo coinvolto in processi organizzativi della rete distributiva. I timori degli agenti e le ricadute occupazionali

Durante il Forum Fisac Cgil che si è tenuto a Roma dal 20 al 22 settembre scorso, Fulvia Busettini – segretario nazionale della Federazione sindacale che organizza i lavoratori dei comparti assicurazione e credito – si è espressa segnalando la tendenza delle imprese ad andare verso il superamento della contrattazione collettiva, in particolare quella nazionale, che se finirà con il prevalere, porterà al fatto che ogni azienda, in quanto diversa dalle altre, potrà determinare “principi e regole” in maniera soggettiva, secondo le specifiche esigenze, la propria storia ed i rapporti di forza in essere.

Tale tendenza è, secondo Busettini, non solo limitata al piano dei rapporti di forza contrattuali, ma sta incidendo anche sul piano politico a causa del capitale sempre più finanziario che lo sta condizionando al punto che anche la produzione legislativa, su tutte le questioni del lavoro sta rispondendo a una logica di massima libertà d’azione per l’impresa e per i suoi interessi. “La volontà è insomma quella di avere mano libera nella gestione della prestazione lavorativa – ha affermato Busettini –. Il progetto è quello di superare i due livelli di contrattazione puntando solo sul secondo livello con questo eliminando le certezze dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori, garantiti dal contratto nazionale”.

“Il settore assicurativo in generale – ha proseguito il segretario nazionale Fisac Cgil – mantiene ancora buoni margini di profitto ma è coinvolto in processi riorganizzativi che riguardano direttamente la rete distributiva per i mutamenti avvenuti, a partire da quelli di carattere normativo/legislativo. Si affacciano all’orizzonte nuovi competitors particolarmente aggressivi, non solo interni al sistema distributivo tradizionale (banche, sportelli postali, comparatori), ma soprattutto esterni e con logiche competitive differenti ed aggressive (pensiamo a Google e Amazon oppure alle partnership fra case automobilistiche e compagnie di assicurazione). E’ in corso un significativo mutamento dei comportamenti dei clienti, trainato soprattutto da internet e dalle nuove tecnologie, i cui aspetti rilevanti sono la capacità di informarsi e comparare le diverse soluzioni, l’esigenza di risparmiare tempo gestendo autonomamente i processi attraverso la tecnologia mobile, operazioni una volta affidate all’intermediario, l’aggressività dei canali alternativi dal web alle banche. In una indagine svolta a gennaio da una società specializzata si evidenzia che la maggioranza degli agenti teme che l’evoluzione tecnologica indurrà le compagnie a disintermediare il rapporto con i clienti, li allontanerà dai punti di vendita e impedirà di valorizzare la consulenza professionale”.

Secondo Busettini si parla “di rischi concreti, ma si tratta anche di capire come coglieranno gli agenti questi cambiamenti e se le nuove tecnologie potranno rappresentare una opportunità per le reti tradizionali, mantenendo i livelli occupazionali e ampliando le professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori e dell’agente stesso ovviamente”.

“L’esistenza di due contratti nazionali, uno dei quali firmato da una associazione degli agenti con sindacati di comodo, è la dimostrazione di come, di fronte ai problemi, di fronte alla crisi, una parte degli imprenditori cerchi soluzioni facili con l’obiettivo di destrutturare le regole ed i diritti dei lavoratori – ha quindi affermato Busettini, riferendosi ai CCNL dei dipendenti di agenzia –. Si cerca, in sostanza, di scaricare sui dipendenti i problemi, mettendo a repentaglio anche il mantenimento dei livelli occupazionali, invece di affrontare insieme al sindacato (che su questo è sempre stato responsabile e disponibile) gli snodi derivanti dalle varie ristrutturazioni in corso e di trovare soluzioni compatibili con il mutato quadro e con la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. Richiamare il Ministero del Lavoro a rendere concreti e tangibili i principi enunciati nella importante circolare del 24 marzo 2015 con la quale invitava le direzioni territoriali del lavoro a vigilare nel comparto delle agenzie assicurative in gestione libera, in ordine al CCNL applicato, al fine di garantire il pieno rispetto sia della disciplina in materia di regolarità contributiva ed assicurativa, sia della normativa che riguarda la sicurezza sui luoghi di lavoro e soprattutto la verifica che si applichino ai lavoratori del settore contratti stipulati con le organizzazioni sindacali comparativamente maggiormente rappresentative”.

“La latitanza di Ania nelle problematiche delle agenzie assicurative è elemento negativo e poco comprensibile, perché dovrebbe essere interesse delle imprese assicurative garantire un elevato standard di qualità nel servizio offerto alla cliente e certamente, non sono indifferenti allo scopo le condizioni di vita e di lavoro degli addetti, delle lavoratrici impiegate nelle agenzie in gestione libera – ha concluso il segretario nazionale Fisac Cgil –. Abbiamo chiesto (e lo riteniamo elemento imprescindibile del rinnovo) che Ania si impegni a riconoscere che i contratti nazionali sottoscritti dalle nostre organizzazioni sindacali (che sono le più rappresentative del settore assicurativo e stanno trattando anche per il ccnl delle Compagnie) siano i contratti di riferimento anche per i dipendenti delle agenzie di assicurazione in gestione libera. L’obiettivo finale sindacale non potrà che essere la riaffermazione della centralità del CCNL auspicando che il settore possa arrivare ad avere nuovamente un unico contratto di riferimento”.

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