Opinione della Settimana

Rc auto, la compreremo in gruppo (pagando meno)

Rc Auto - Tariffe (9) Imc

(di Fabio Sottocornola – Corriere Economia)

L’entrata in scena del digitale sta cambiando la maniera con cui i clienti scelgono e la struttura di business delle compagnie. Dalle piattaforme per acquisti su base collettive ai robo-advisor, algoritmi al comando. Livi (Accenture): «Le agenzie non scompariranno. E vincerà il modello ibrido»

Nel futuro potremo comprare l’assicurazione auto attraverso gruppi di acquisto solidale tra persone con lo stesso stile di guida. Lo smartphone ci dirà in tempo reale il valore di riscatto di una polizza vita. E i consigli sulle scelte tra un prodotto o l’altro arriveranno da un robo-advisor. Tutto questo grazie al digitale, entrato con forza nel campo dove si gioca la partita assicurativa e con investimenti tecnologici arrivati a toccare i 1,7 miliardi di dollari a livello mondiale nel 2016 contro gli 800 milioni di due anni prima.

Il giusto mix

Benvenuti nel mondo dell’InsurTech che farà cambiare i modelli di business delle compagnie e le abitudini dei clienti. I quali infatti si domandano: faremo tutto online? Diremo addio alle agenzie fisiche e ai broker? No, in realtà la strada del futuro conduce all’ibrido, ne è convinto Massimiliano Livi, managing director di Accenture: «Andiamo verso un modello che noi chiamiamo phygital. Consente ai clienti di muoversi senza difficoltà con i nuovi strumenti digitali e alle reti di agenzie di promuovere attività a maggior valore aggiunto e tenere relazioni a 360 gradi con gli assicurati». Accenture ha realizzato una ricerca di mercato (Financial services global distribution 2017) sentendo l’opinione di 32.715 clienti in 18 Paesi: una fotografia dettagliata su dove va il settore e che cosa cercano i consumatori. La società di consulenza li divide in tre categorie, a partire dai nomadi digitali che valgono il 40% del campione: «Coloro che preferiscono gestire in modo autonomo il proprio rapporto con l’assicuratore, per esempio variando la cifra relativa al premio mensile secondo le necessità», racconta Livi. Poi, i cacciatori (hunters, al 16%) si muovono alla conquista del prezzo migliore, quindi fanno grande uso dei comparatori per trovare prodotti adatti al portafoglio, soprattutto nel caso delle coperture Rc auto e danni. Infine, ci sono i ricercatori di qualità (quality seeker, 44%) attenti a modelli come Amazon e Google. Per loro è scontato poter consultare dal cellulare l’estratto conto o richiedere il valore attualizzato di una polizza. «A ciascuna categoria viene incontro la tecnologia — assicura l’esperto —. Siamo convinti che questa sia l’unica via perché dall’innovazione dipenderà la ripresa del mercato». Solo in Italia, in particolare nel comparto vita, si è registrato un calo del 12,5% (dati Ania, fine novembre 2016). Insomma, il consumatore sta ponendo ai player del settore domande inedite fino a poco tempo fa.

Come rileva la survey di Accenture, sta crescendo la percentuale di chi è disponibile ad acquistare una polizza da provider tipo Amazon: al 29% dal 23% di quattro anni fa. Addirittura, il 30% la prenderebbe al supermercato (era il 14% nel 2013). Molti comprerebbero una polizza per la casa da un gestore di servizi domestici come l’Enel.

Analisi

Alcune assicurazioni nel mondo anglosassone e americano, stanno sperimentando piattaforme di intelligenza artificiale che aiutano a creare gruppi di acquisto solidale in modalità peer-to-peer cioè tra persone dallo stile di vita (o di guida) simile e disposte a condividere i rischi, pur di spuntare premi più bassi. Il sondaggio registra un forte interesse verso una tale modalità. E ancora: la consulenza affidata ai robo-advisory persuade tre persone su quattro anche se la metà del campione rimane convinta che sta pagando polizze troppo care: da qui il boom dei siti di comparazione di prezzo. Infine, una frontiere avveniristica riguarda i casi di sinistro. I sensori installati a bordo del veicolo potranno inviare i dettagli di un incidente, tramite applicazioni dedicate, alla compagnia che in tempi rapidi espleterà la pratica di rimborso. Tutto l’iter si svolgerebbe in modalità digitale.

Eppure, dice sempre Accenture, oltre il 50% dei clienti, il 62% nella categoria dei quality seekers, continua a chiedere una consulenza fisica. «Per questo — afferma Livi — non parliamo più di multicanalità, concetto legato alla dimensione virtuale. Siamo invece convinti che l’approccio di phygital aiuterà le compagnie a vincere la sfida di questa trasformazione, mettendo sempre al centro il cliente con il contributo di consulenza delle reti di vendita». Lasciando le persone libere di scegliere con quali modalità muoversi. Va in questa direzione l’acquisto da parte di Accenture, di una società inglese (Allen International) che sviluppa servizi di interazione ibrida con i clienti, dall’ascolto fino alla soluzione dei problemi.

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