
(di Nicola Carosielli – Milano Finanza)
L’accento più che sulle performance tecniche della compagnia nel 2016, migliori delle attese, resta sul dividendo del Leone, con la possibilità che possa avvicinarsi a 0,90 euro sul bilancio 2017, oltre che sulla velocità nella realizzazione del business plan. Raffica di upgrade dei target price da parte dei broker
Dopo la pubblicazione dei conti 2016, stamani i broker hanno incrementato i target price sul titolo Generali. Banca Akros ha alzato il prezzo obiettivo da 14,4 a 15,5 euro, confermando la raccomandazione neutral, mentre Kepler Cheuvreux ed Equita hanno alzato il target price a 16 euro, con un rialzo di 0,5 euro per il primo e di 1 euro per il secondo, e confermato, rispettivamente, buy e hold.
Hanno fatto altrettanto JP Morgan che ha portato il target price da 14 a 16,5 euro (overweight) e Bank of America Merrill Lynch da 15 a 15,5 euro (rating neutral). Nessuna revisione da parte degli analisti di Banca Imi (buy e target price a 17,1 euro) che hanno però apprezzato i conti 2016 e soprattutto il dividendo pari a 0,80 euro per azione, confermando le impressioni iniziali sui risultati del quarto trimestre come “un buon insieme di dati”.
Secondo gli esperti di Banca Imi la crescita progressiva delle retribuzioni degli azionisti “resta l’elemento chiave della storia del patrimonio netto di Generali” e le stime condotte sul dividendo 2017 e sul 2018 mostrano una crescita rispetto agli 0,80 euro per azione del 2016. In particolare sul bilancio 2017 Banca Imi prevede una cedola di 0,85 euro per azione, destinata a salire a 0,95 euro sul bilancio 2018, portando così i dividendi cumulati nel periodo 2015-2018 a 5,2 miliardi a fronte di un obiettivo aziendale di almeno 5 miliardi.
L’accento più che sulle performance tecniche, comunque migliori delle attese, resta dunque sul dividendo, “con un rendimento medio intorno al 5,8% e sulla velocità nella realizzazione del business plan, i driver principali, così come alcuni possibili sorprese nello sviluppo delle attività di asset management”, aggiungono gli analisti di Banca Akros, rilevando che Generali sta ancora scambiando con uno sconto medio di circa il 10,5% in termini di rapporto prezzo-utile 2017-2018, sconto “che crediamo ancora giustificato dal roe peggiore della media e dal rischio Paese”.
Oltre al dividendo e all’utile, anche la solvibilità mostra uno stato di buona salute, “segno che continua a migliorare la qualità aziendale”, a detta di Kepler Cheuvreux che ritiene la solvibilità la vera “rivelazione del 2016” con un Regulatory Solvency ratio del 177% e un Economic Solvency ratio del 194% molto più alti delle attese. Anche per Kepler Cheuvreux, la compagnia guidata da Philippe Donnet potrebbe “superare le promesse per quanto riguarda il dividendo”, in quanto “i flussi di cassa e i dividendi, sebbene abbiano raggiunto il punto mediano degli obiettivi di quattro anni dopo due anni, sono su un percorso di crescita”.
Più cauta Equita che ha apprezzato “i frutti della strategia del management”, ma ha confermato il rating hold sul titolo, visto il limitato margine di rialzo rispetto alla sua valutazione. La sim da una parte ha alzato le stime di utile operativo del business vita (alzando il margine tecnico e diminuendo i costi) e del business danni (limando di 80/90 bps il combined ratio), ma dall’altra ha peggiorato conservativamente la parte non operativa. Complessivamente, le stime di utile netto salgono in media del 6% per il periodo 2017-2018, mentre la previsione sul dividendo per l’anno in corso passa da 75 a 80 centesimi (87 centesimi la stima di Kepler Cheuvreux, 85 centesimi quella di Banca Akros).




