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Osservatorio UniSalute, italiani favorevoli alla telemedicina

Salute - Telemedicina (2) Imc

Secondo quanto emerge dall’ultima indagine della compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria, l’80% degli intervistati utilizzerebbe all’occorrenza la telemedicina, in particolare per le malattie croniche. Per più della metà (51%) dovrebbe diventare una routine

L’ultima indagine dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria, condotta su tutto il territorio nazionale, ha voluto approfondire le tematiche riguardanti la telemedicina, dispositivi indossabili, apparati medicali e applicazioni mobile: “la tecnologia e l’innovazione – spiegano da UniSalute – stanno cambiando radicalmente il mondo della sanità e della medicina, permettendo percorsi di cura sempre più personalizzati, efficaci e meno soggetti a rischio clinico grazie a nuove modalità di controllo e governance dei processi. Migliorare parametri e qualità di vita dei pazienti direttamente presso la loro abitazione, ad esempio quelli affetti da patologie croniche, ottimizzare il tempo dei medici, alleggerire la pressione su ospedali e ambulatori e far risparmiare il Servizio Sanitario Nazionale sono solo alcuni dei vantaggi dell’utilizzo della tecnologia in ambito medico”.

Secondo quanto emerge dall’indagine sono molti gli italiani che accoglierebbero di buon grado la telemedicina per curare le malattie croniche, anche perché, tra gli intervistati, il 18% si dice affetto personalmente da qualche malattia cronica – come ad esempio diabete, ipertensione o problemi respiratori – ed il 50% conosce qualcuno che ne soffre. Curare una malattia cronica “richiede un modello di assistenza adeguato, basato su diagnosi precoci e su scelte efficaci al domicilio”.

Secondo l’80% degli intervistati la telemedicina porterebbe moltissimi vantaggi: il 32% pensa che sarebbe un gran risparmio di tempo e denaro, mentre il 17% è convinto che a casa propria si guarisca prima. Il 31% è favorevole ma vorrebbe essere comunque seguito anche in strutture ospedaliere. Gli italiani a favore sono così convinti della validità del servizio che più della metà di essi vorrebbe diventasse la routine (51%), seguito da un 43% che vorrebbe che il servizio venisse incrementato ma solo se seguiti periodicamente a casa da personale medico.

La disinformazione, evidenziano da UniSalute, è tuttavia ancora molto elevata: se il 57% degli italiani non ha mai fatto uso di telemonitoraggio o telemedicina e neanche conosce qualcuno che lo utilizza, quasi un intervistato su tre (27%) ne ha sentito parlare ma non ha idea di cosa sia. Tra coloro che soffrono o sono a contatto con persone affette da qualche malattia cronica, il 40% ammette che il malato viene curato dai familiari, mentre il 39% all’occorrenza si reca in ospedale.

“Le patologie croniche colpiscono il 40% della popolazione, dato destinato ad aumentare nei prossimi anni – ha affermato Fiammetta Fabris, amministratore delegato di UniSalute –. In un periodo storico in cui le persone sono molto più abili nell’utilizzare la tecnologia e molto più coinvolte rispetto al passato riguardo la loro salute (grazie all’utilizzo, ad esempio, di internet), occorre sfruttare questo momento per diffondere la telemedicina e programmi di cura personalizzati, anche a distanza. UniSalute ad esempio, con Monitor Salute, offre un servizio di monitoraggio a domicilio di alcune patologie croniche attraverso device. Un servizio innovativo, unico sul mercato, che facilita la rilevazione periodica dei parametri clinici e aumenta l’empowerment del paziente”.

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