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Il digitale ha bisogno della referenza agenziale

“Noi siamo convinti che il digitale possa essere un’arma potente se concepita per gli Agenti e non contro di loro” così Gaspare Menduni, presidente di UAA (Unione Agenti Axa) racconta gli accordi presi con la compagnia nell’ambito del digitale e i progetti che il gruppo da lui presieduto sta portando avanti

E’ innegabile che il Covid-19 abbia dato un’accelerazione al processo di digitalizzazione. Come coniugare tale processo con il ruolo dell’agente, per evitare che si trasformi in una disintermediazione?

Basta prendere atto di quello che è accaduto. Nonostante il lockdown e l’impossibilità di incontrarsi, in queste settimane nelle nostre agenzie, specie in quelle maggiormente attrezzate dal punto di vista digitale, abbiamo visto crescere vistosamente la retention, la fedeltà dei nostri clienti, quella che misuriamo all’atto del rinnovo. Questo vuol dire che i nostri clienti sono propensi a usare il digitale, ma a condizione che dietro ad una app o un indirizzo email ci sia l’Agente e non un’entità impersonale. L’alta retention ci dice che i clienti, pur avendo tempo e modo di cercare per via telematica alternative, hanno preferito usare il digitale per dialogare con il loro Agente.
Per questo abbiamo chiesto alla Compagnia di sancire con un accordo ad hoc che il digitale ha senso solo se lo snodo decisivo resta l’Agente e che l’impiego di tecnologia e i vantaggi connessi a tale impiego non si traducano in aggravi economici a carico degli Agenti.

Noi siamo convinti che il digitale possa essere un’arma potente se concepita per gli Agenti e non contro di loro.

Quali sono le principali preoccupazioni guardando al futuro?
La principale è certamente la sostenibilità economica. I dati macroeconomici attuali sono pessimi e le previsioni per i prossimi mesi sono scoraggianti. La caduta del Pil significherà meno reddito disponibile per gli italiani, qualcuno perderà il lavoro, alcune attività potrebbero chiudere. Questo scenario ci preoccupa molto, tanto più che assistiamo all’avanzamento del mondo bancario nei danni. Molto dipenderà da quanto faranno le compagnie. La sostenibilità economica delle Agenzie è un problema anche per loro.  

Quali sono invece i progetti che come gruppo agenti state portando avanti?
Nel breve vogliamo rafforzare il rapporto con SIA, il nostro fornitore di backoffice, con investimenti per migliorare il rapporto digitale coi clienti e la gestione amministrativa.

Il nostro obiettivo di fondo rimane tutelare le Agenzie e la loro redditività. Lo è sempre, ma oggi dobbiamo capire in cosa si traduce, visto che siamo di fronte a un inedito scenario apocalittico, per il quale nessuno ha ancora il libretto di istruzioni.

Quali sono stati gli aiuti ricevuti dalla compagnia nel periodo del Covid-19? 

Con la Compagnia abbiamo deciso di procedere con spirito pragmatico, evitando la strada di un unico provvedimento onnicomprensivo, ma deliberando singoli interventi man mano che si ponevano i problemi e si capivano meglio i contorni della crisi. Infatti i primi aiuti sono partiti il 24 febbraio per gli Agenti dei comuni delle zone rosse iniziali. Prevedevano una serie di agevolazioni e sospensioni di impegni, dalla mora al recupero delle franchigie, alla proroga di un anno dei piani dei subagenti. Questi interventi son stati poi estesi al resto della rete quando il lockdown è scattato anche nel resto d’Italia. A questi si aggiungono provvedimenti di natura tecnica: dalla proroga di due mesi delle coperture per le aziende sottoposte al lockdown, all’incentivazione straordinaria sui rinnovi auto di aprile e maggio, fino a un aumento provvigionale sulla nuova produzione di aprile e maggio. Viste le dimensioni delle crisi che si prospetta non li riteniamo sufficienti, specie sul versante economico dove chiediamo un maggior sostegno. Abbiamo già fatto presente alla Compagnia che andranno rivisti gli obiettivi. Parliamo di asticelle fissate alla fine del 2019 e che oggi non hanno più senso.

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