Dal 1997 $65 miliardi di perdite del mercato londinese pagati dai riassicuratori dell’isola
Quasi la metà della capacità assicurativa dei Lloyd’s nel 2019 viene dai riassicuratori della Bermuda che hanno pagato $ 35,2 miliardi agli assicurati e ai cedenti del Regno Unito negli ultimi cinque anni. I dati – scrive il Bermuda Reinsurance Magazine – i vengono da un report della Bermuda Monetary Authority (BMA) che ha analizzato le tendenze del grande mercato riassicurativo caraibico, un ponte tra la piazza londinese e gli Usa.
i pagamenti effettuati per i sinistri del Regno Unito per grandi catastrofi, perdite P&C e assicurazioni sulla vita tra il 2016 e il 2020 sono stati quasi pari a quelli dei 20 anni precedenti: 35,2 miliardi di dollari, contro 36,8 miliardi di dollari dal 1997 al 2016. I pagamenti annuali continuano ad aumentare costantemente, passando dai 5,2 miliardi di dollari nel 2016 agli 8,8 miliardi nel 2020
La maggior parte delle recenti $35.2bn perdite riguardano i rami danni in cui si sono concentrati risarcimenti per $25.7 miliardi. Il resto, 9,5 miliardi di dollari, è attribuibile alle assicurazioni sulla vita.
I 65 miliardi di dollari di perdite nel Regno Unito pagati dal 1997 dai riassicuratori delle Bermuda riflettono la resilienza del mercato, ha sottolineato Gerald Gakundi, direttore della supervisione assicurativa del BMA. “Questa resilienza – ha aggiunto – è sottolineata nei risultati di un esercizio di stress test congiunto su catastrofi naturali e scenari economici per gli assicuratori danni condotto dalla BMA e dall’Autorità di regolamentazione prudenziale del Regno Unito nel 2019. La capacità dei re/assicuratori britannici di cedere il rischio alle Bermuda consente la diversificazione del rischio a livello globale, rendendo il costo di acquisto dell’assicurazione più accessibile agli assicurati e abbassando significativamente il gap di protezione assicurativa. Il capitale aggiuntivo e la sofisticata gestione del rischio e degli attivi dal mercato della riassicurazione vita delle Bermuda continuano a consentire agli assicuratori britannici di rispettare le promesse fatte ai loro assicurati.”




