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Ey, per i manager italiani il Pnrr è un’occasione unica, ma 2 italiani su 5 pensano che non saranno usate neanche il 50% delle risorse

Il Pnrr è un’occasione unica per modernizzare e rilanciare l’Italia. Lo pensa il 92% dei manager italiani, mentre il 68% ha fiducia nel governo in merito alla gestione dell’attuazione del Piano.

Più cauta l’opinione pubblica: il 42% dei cittadini pensa che non si riuscirà a utilizzare nemmeno la metà delle risorse a disposizione, con l’instabilità politica e l’inefficienza amministrativa individuati come i principali ostacoli.

È quanto emerge da due indagini EY-Swg, presentate nel corso dell’evento “Riforma Italia”, organizzato da EY in collaborazione con Luiss Business School.

Stefania Radoccia, Managing Partner dell’area Tax&Law di EY in Italia, in apertura dell’incontro ha commentato: “In questo particolare momento storico il mondo intero guarda al nostro Paese con grande attenzione, consapevole dell’opportunità di accelerazione che il PNRR costituisce. Gli impatti derivanti dall’attuazione delle misure contenute nel Piano sono stati valutati in termini di PIL fino al +3,6% nel 2026, ma è necessario convogliare le migliori risorse per rendere il Paese più attrattivo e competitivo a livello internazionale, ricreando un clima generale di fiducia. La nostra indagine ci dice che il 68% dei manager ha fiducia in come il governo sarà in grado di gestire l’attuazione del Piano. L’attuazione del PNRR è infatti la miglior garanzia di investimenti esteri futuri. Tutto questo parte dalle riforme e dalla interoperabilità di tutte le misure previste, pertanto come EY abbiamo fatto e faremo la nostra parte: siamo partiti dall’ascolto dell’opinione pubblica, manager e imprenditori per formulare idee concrete e proposte per ciascuno dei pilastri di riforma del Paese: semplificazione, fisco, giustizia e lavoro”.

Per quanto riguarda invece le riforme, tra manager e imprenditori, sul fronte semplificazioni e PA, emergono alcune priorità: digitalizzare la pubblica amministrazione (57%); velocizzare il processo decisionale per la gestione degli interventi pubblici (55%); semplificare investimenti privati e attività d’impresa (51%). Quasi unanime, la richiesta di velocizzazione dei permessi legati alle attività imprenditoriali (89%). Sul fronte della riforma fiscale, per gli oltre 260 tra imprenditori, manager e professionisti intervistati, le priorità sono la riduzione della tassazione sul lavoro (45%); la semplificazione del sistema tributario, riducendo il numero delle imposte (41%); la semplificazione del sistema con meno aliquote e un sistema di detrazioni più chiaro (41%). Secondo il campione manageriale intervistato, tra le principali criticità del Paese in tema di giustizia civile rientrano la lunghezza dei tempi per ottenere una sentenza (70%) e per recuperare crediti definitivi da una sentenza (37%), oltre all’eccessiva complessità delle procedure (32%). Inoltre, per l’84% degli intervistati l’attuale modello organizzativo e di intervento della giustizia amministrativa rappresenta un elemento di incertezza (rispetto ai tempi e agli esiti dei procedimenti) che contribuisce a limitare in modo significativo la propensione agli investimenti.

L’implementazione dei sistemi alternativi di risoluzione delle controversie, in termini di arbitrato, mediazione e negoziazione assistita potrebbe, secondo EY e Luiss Business School, essere un valido strumento deflattivo del carico del sistema giustizia. Particolarmente sensibile rispetto alle inefficienze del sistema giustizia appare l’ambito delle PMI: sarebbe necessario aumentare la conoscenza che le PMI hanno degli Alternative Dispute Resolution (ADR) e la propensione alla digitalizzazione dei processi aziendali, anche in termini di istituzione di un ufficio legale interno. Inoltre, potrebbero essere introdotte agevolazioni fiscali omogenee per tutte le forme di ADR al fine di aumentare l’attrattività di questi strumenti e di stimolarne la conoscenza da parte degli imprenditori.

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