La stima di PCS (Verisk Analytics) lo considera il più grande evento assicurativo di violenza politica della storia
Il riassicuratore Scor cade in borsa su stime di perdite “high double-digit” per milioni di euro
L’Authority assicurativa delle Bermuda apre consultazione per conoscere l’esposizione alla guerra ed alle sanzioni degli assicuratori
Le stime delle perdite assicurative per la guerra russo-ucraina stanno già superando i 20 miliardi di dollari ed il settore delle polizze potrebbe affrontate la più grande perdita di violenza politica della storia. La valutazione viene dal data provider PCS (gruppo Verisk Analytics) che fornisce stime di perdite assicurate per eventi marini e di energia offshore.
Secondo PCS – riferisce The Royal Gazette – la perdita del settore si collocherà tra 13,05 e gli oltre 23 miliardi di dollari. Attualmente la stima di lavoro è di 20,6 miliardi di dollari, basata sulla sua analisi di varie linee di business speciali.
Il data – provider ha precisato che il flusso di informazioni è ancora lento rispetto a quello che sarà probabilmente quando i periti avranno accesso ai siti colpiti. Ma già adesso, comunque, la guerra tra la Russia e l’Ucraina si configura come la più grande perdita assicurata del settore superando – a giudizio di PCS – anche quella degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001.
Il ramo che sta subendo il maggiore impatto della guerra è quello dell’aviazione civile con stime di perdite tra 7 a 13 miliardi di dollari, con 10 miliardi di dollari come stima attuale.
Nell’assicurazione marittima, PCS considera un’ampia gamma di fonti potenziali di perdita, dagli affondamenti, ai porti e al carico, con perdite assicurative tra $3 e $6 miliardi e una stima di lavoro di $5 miliardi. A tutto ciò occorre includere i risarcimenti prevedibili per i danni subiti nel settore energetico: circa un miliardo di dollari per la le sole energie rinnovabili mentre una più ampia esposizione potrebbe essere registrata negli impianti di energia nucleare e nelle infrastrutture energetiche. Nel complesso l’intervallo di stima delle perdite energetiche va da 1 a 4 miliardi di dollari, con una stima corrente di lavoro di 2,5 miliardi di dollari.
Infine vi sono i danni subiti dalle proprietà dove è attualmente difficile formulare stime per l’impossibilità dei periti di operare nei siti colpiti. Un limite minimo di 2 miliardi di dollari per le richieste di indennizzo di proprietà è “una stima minima basata sulle informazioni specifiche di perdita ricevute finora, ed è probabile che la perdita cresca ulteriormente”. Attualmente PCS sta lavorando su una stima di 3 miliardi di dollari per i danni alle proprietà.
Le previsioni di perdite assicurative, naturalmente, si stanno ripercuotendo sui principali operatori interessati. Il gruppo riassicurativo francese Scor – riferisce Teleborsa – è crollato alla borsa di Parigi nella seduta del 19 aprile, in seguito alla comunicazione che i risultati del primo trimestre 2022 saranno influenzati dalla guerra in Ucraina con perdite di “high double-digit” per milioni di euro. Le azioni della società sono scese in apertura a 25,98 euro con un ribasso del 6,92 per cento.
Quanto sta avvenendo spinge i regulator ad accendere un faro. La Bermuda Monetary Authority (BMA) – segnala Reinsurance News – ha avviato una consultazione tra assicuratori e riassicuratori presenti nell’isola, uno dei più grandi centri riassicurativi mondiali. Le compagnie dovranno rivelare la loro esposizione agli eventi in corso. “Le entità delle Bermuda – ha sottolineato BMA – sono tenute a condurre gli affari in modo prudente, ciò che significa agire in conformità con tutte le leggi a loro applicabili, comprese le sanzioni internazionali in vigore qui alle Bermuda”.
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