Sergio Corbello (Assoprevidenza): “Nel lungo periodo le impennate di ribasso e di rialzo dei mercati si ammortizzano. Inoltre, attraverso gli investimenti alternativi, decorrelati, si possono conseguire risultati positivi anche quando i mercati scendono”

Si è svolta nei giorni scorsi a Milano l’assemblea dei soci di Assoprevidenza, l’associazione italiana per la previdenza e l’assistenza complementare che da quasi trent’anni è fortemente impegnata nella diffusione di un’adeguata “cultura previdenziale”.
Nel corso del dibattito che ha caratterizzato la tavola rotonda, motivo centrale dell’appuntamento milanese, il presidente di Assoprevidenza, Sergio Corbello, ha spiegato che “per investimenti di lunghissimo periodo come quelli previdenziali impennate di ribasso e di rialzo dei mercati nel tempo si ammortizzano, come dimostra l’andamento medio dei rendimenti della previdenza complementare negli ultimi 10 anni”. Inoltre, Corbello ha aggiunto che bisogna tenere conto che “le forme di previdenza complementare stanno impiegando una quota crescente di risorse in investimenti cosiddetti alternativi, decorrelati dall’andamento dei mercati finanziari. Questi impieghi contribuiscono ad attutire le fasi negative dei mercati portando risultati con il segno più”.
Guardando ai mercati finanziari, nonostante la possibilità di un recupero negli ultimi due mesi dell’anno, cui molti addetti ai lavori guardano con una certa fiducia, l’andamento negativo nel 2022 potrebbe tradursi a fine anno in un segno meno per i rendimenti delle forme di previdenza complementare.
Ma misurare il rendimento di un risparmio di lungo periodo come quello dei fondi pensione sull’andamento secco di un singolo anno solare non ha molto senso. Serve quantomeno analizzare le performance su un periodo di tempo di un periodo di tempo più corretto per la valutazione di investimenti di lungo periodo come quelli previdenziali.
E proprio guardando agli ultimi dieci anni, Assoprevidenza ricorda come i rendimenti netti restano ampiamente positivi: tra il 2,7% e il 3,3% in media a fine settembre 2022 (fonte: Covip), comprendendo quindi i ribassi dei mercati dei primi nove mesi dell’anno che un eventuale recupero da qui a fine dicembre potrebbe ridurre, facendo ulteriormente salire i rendimenti. E talune delle società di gestione che fanno parte del Club dei Partner di Assoprevidenza prevedono per i mercati finanziari un 2023 migliore, come emerso durante la tavola rotonda.
Foto in copertina: Sergio Corbello, Presidente di Assoprevidenza
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