Il ramo Infortuni ha contabilizzato premi per 3,27 miliardi di euro (+3,2% rispetto all’anno precedente) mentre il ramo Malattia è cresciuto del 5,3% a 3,14 miliardi di euro

Nel corso del 2021 la raccolta premi nel segmento Salute ha ricominciato a crescere attestandosi a quota 6,41 miliardi di euro (pari al 18,8% della produzione totale dei rami Danni), dopo l’interruzione nel 2020, principalmente dovuta alla pandemia. Il risultato complessivo del conto tecnico è stato di 524 milioni di euro, in decisa riduzione rispetto al precedente esercizio (-45,6%), anche per effetto dell’aumento della frequenza dei sinistri nel ramo malattia.
A crescere di più è risultato il ramo Malattia (+5% sul 2020) rispetto al ramo Infortuni (+3,2%).
È quanto rileva il Bollettino statistico pubblicato da Ivass con i principali dati sull’attività assicurativa delle imprese vigilate nel comparto salute, rami infortuni e malattia.
Analizzando più nel dettaglio i risultati l’Ivass ha rilevato che le 63 imprese operanti nel ramo Infortuni hanno contabilizzato premi per 3,27 miliardi di euro (9,6% sul totale dei rami Danni e 51% del comparto Salute), in aumento del +3,2% rispetto all’anno precedente.
Il premio medio per assicurato, al netto degli oneri fiscali, è stato di 57,8 euro, in aumento rispetto ai 56,9 euro del 2020.
I sinistri si incrementano più della produzione raccolta e aumentano in confronto al 2020 del +15,4%. La frequenza sinistri complessiva1 è dello 0,52%, contro lo 0,45% del 2020.
Il pagamento medio per sinistro è di 3.108 euro, in riduzione rispetto al 2020 (-8%), ma in aumento rispetto al 2016 (+19,6%).
L’utile del ramo è pari a 712 milioni di euro, in riduzione del -9,3% rispetto al precedente esercizio.
L’expense ratio è pari al 36,7% e scende di due decimi di punto rispetto al 2020, ritornando ai livelli del 2019. La riduzione è dovuta al contenimento delle provvigioni di acquisto e di incasso e delle altre spese di acquisizione, mentre crescono le altre spese di amministrazione. Rispetto al 2016, inizio del periodo considerato, l’expense ratio sale dal 35,9% al 36,7%, principalmente per effetto dell’incremento dell’incidenza relativa delle spese di amministrazione e delle spese di acquisizione diverse dalle provvigioni.
Il margine tecnico atteso per polizza, al netto della quota dell’utile degli investimenti trasferita dal conto non tecnico, è pari a 12,4 euro (13,2 euro nel 2020). Il valore, in calo rispetto al 2020, presenta livelli simili a quelli di inizio periodo.
Per quanto riguarda il ramo Malattia, la raccolta premi dalle 58 imprese vigilate ammonta a 3,14 miliardi di euro, in aumento del 5,3%, riprendendo l’incremento dopo aver registrato un’interruzione della tendenza positiva nello scorso anno come diretta conseguenza dell’azione della pandemia. I premi del ramo rappresentano il 9,2% del totale dei premi dei rami Danni e il 49% del comparto Salute.
Il premio medio per assicurato, al netto degli oneri fiscali, è stato di 132 euro, in aumento rispetto ai 122,8 euro del 2020 (nel 2016 era pari a 150 euro).
Il numero di sinistri (10.714.867) è aumentato del 39,1% rispetto all’anno precedente. La frequenza sinistri complessiva è del 45%, in rilevante incremento (+31,1%).
Per ogni sinistro sono stati pagati in media 203 euro, in riduzione rispetto allo scorso esercizio (-9,0%) e al 2016 (-25,4%).
Il risultato del ramo denota una perdita al netto della cessione in riassicurazione pari a -188 milioni di euro. Nel 2020 l’esercizio si era chiuso con un utile di 178 milioni di euro.
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